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Brevi cenni in tema di ammissione al passivo del credito del garante di un contratto autonomo di garanzia

Leonardo Vecchione, Avvocato in Roma

La nota analizza la differenza tra il contratto di fideiussione ed il contratto autonomo di garanzia in tema di ammissione al passivo del creditore garantito.

The article analyzes the difference between the surety agreement and the autonomous guarantee contract regarding the admission of the guaranteed credit.

TRIBUNALE DI ROMA, SEZ. FALL., 4 APRILE 2018, N. 1329 (DECR.) Pres. LA MALFA, Rel. CAVALIERE Fallimento – Accertamento del passivo – Opposizione allo stato passivo ex art. 98 L. Fall. – Fideiussione – Ammissione condizionata – Contratto autonomo di garanzia – Clausola di pagamento a prima richiesta e senza eccezioni – Ammissione al passivo senza riserva (Artt. 96 e 98 L. Fall.; artt. 1936, 1945 e art. 1322 c.c.) La banca creditrice per garanzia a semplice richiesta ha diritto ad essere ammessa al passivo del fallimento della società garante della debitrice, anch’essa fallita, senza la riserva dell’art. 96, 2° comma, n. 1, L. Fall. (Omissis) FATTO Con ricorso ritualmente depositato il 23.09.2016, il Monte dei Paschi di Siena s.p.a. adiva il Tribunale di Roma, ai sensi dell’art. 98 l.f., per proporre opposizione allo stato passivo dichiarato esecutivo il 28.07.2016 che aveva ammesso il [continua ..]


Commento

Sommario:

1. La vicenda processuale - 2. La questione e la decisione del Tribunale di Roma - 3. Conclusioni - NOTE


1. La vicenda processuale
Il decreto in esame è stato pronunciato nel giudizio di opposizione allo stato pas­sivo del fallimento del debitore, che aveva garantito il credito, proposto dalla banca beneficiaria che era stata ammessa al passivo in via condizionata ex art. 96, 2° com­ma, n. 1, L. Fall. In sede di ammissione allo stato passivo del debitore garante, il credito della banca era stato ammesso al passivo, del fallimento della società coobbligata in solido, con­dizionatamente all’ammissione al passivo della medesima somma nel fallimento della società obbligata in via principale. Ed invero il contratto dal quale derivava l’obbli­go di garanzia era stato interpretato quale una polizza fideiussoria. Avverso lo stato passivo esecutivo proponeva, dunque, opposizione la banca rilevando che il contratto stipulato prevedeva tra le altre clausole quella del paga­mento a prima richiesta ed aveva, pertanto, indubbia natura di [continua ..]

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2. La questione e la decisione del Tribunale di Roma
La diversa qualificazione del contratto ha avuto, per il Tribunale, indubbi risvolti sulla ammissione del credito dal momento che nel caso di fideiussione la banca garante ha diritto ad ammettersi al passivo, prima dell’avvenuto pagamento nei confronti del soggetto beneficiario, esclusivamente in via condizionata e quindi con riserva ex art. 96 L. Fall., mentre nel caso di contratto autonomo di garanzia l’ammissione dovrebbe essere piena ed incondizionata. Il contratto autonomo di garanzia si distingue da quello di fideiussione per la mancanza di accessorietà tra il rapporto principale e quello di garanzia. Il contratto autonomo di garanzia ha una funzione indennitaria che è, per l’appun­to, quella di tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione gravante sul debitore principale [1]. Nelle polizze fideiussorie “accessorie” l’obbligazione del garante dipende [continua ..]

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3. Conclusioni
Nella fattispecie in esame il Tribunale, pronunciandosi sull’opposizione allo stato passivo, ha rilevato che dalla documentazione prodotta era possibile qualificare il rapporto di garanzia quale contratto autonomo di garanzia atipico. Ed invero il contratto di garanzia stipulato prevedeva tra le altre clausole quella del pagamento a prima e semplice richiesta. Il Tribunale ha rilevato, inoltre, che nel caso di richiesta, da parte del garantito, di somme superiori rispetto a quelle effettivamente dovute e pagate dal debitore principale, il garante ha la possibilità di rifiutare il versamento delle somme medesime ove risulti “prima facie” la suddetta eccedenza ed ha, comunque, in caso di avvenuto pagamento delle somme, la possibilità di ripetere le somme con l’azione di ripetizione dell’indebito di cui all’art. 2033 c.c. [10]. Nella fattispecie, tra l’altro, tale ipotesi non si riscontrava, risultando, anzi, dalla [continua ..]

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NOTE

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