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Fallibilità delle start up innovative. La tensione tra apparenza e realtà

Linda Miotto. Ricercatrice di Diritto commerciale nell’Università di Udine

Il saggio indaga la soggezione a fallimento di società iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese come start up innovative nonostante non possiedano i requisiti necessari ad acquisire il relativo status, e a godere di conseguenza dell’esenzione da fallimento. Il tema è analizzato alla luce degli indirizzi giurisprudenziali sulla prevalenza della realtà sull’apparenza pubblicitaria nelle procedure regolatorie dell’insolvenza. L’indisponibilità degli interessi collegati alla fallibilità è ponderata, per un verso, con la funzione del registro delle imprese di fornire informazioni certe e, per altro, con la volontà di incentivare la crescita economica di cui la disciplina delle start up innovative è espressione.

The essay investigates the judicial proceedings of insolvent companies registered as innovative startups in the special section of the Business Register, despite the fact they do not meet the requirements to acquire the relevant status and consequently to benefit of the exemption from the standard bankruptcy procedure. The issue is analyzed in the light of bankruptcy court’s application of the “substance over form” doctrine. The mandatory protection of public interests involved in insolvency is weighted, on the one hand, with the function of the Business Register to guarantee reliable information and, on the other, with the aim to encourage economic growth that permeates the Startup Act.

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Sommario:

1. Rilancio dell’economia vs. interessi indisponibili: l’approccio della giurisprudenza al tema della fallibilità delle start up innovative - 2. Pubblicità, certezza e legalità: legami precari tra promesse e rinunce - 3. Apparenza e realtà di impresa nell’istruttoria prefallimentare - 4. (Segue): l’eccezionale prevalenza dei dati camerali - 5. Le criticità delle tutele ex post e l’aggravante del crowdfunding - NOTE


1. Rilancio dell’economia vs. interessi indisponibili: l’approccio della giurisprudenza al tema della fallibilità delle start up innovative

Anche le società iscritte nel registro delle imprese come start up innovative possono fallire. È questa la posizione della giurisprudenza di merito, per la quale la sussistenza delle condizioni di esonero dalle procedure concorsuali diverse dal sovraindebitamento deve essere verificata nell’istruttoria disposta dall’autorità giudiziaria, tenuto conto delle prove che è onere della società medesima allegare [1]. L’esito è in apparente contraddizione con l’art. 31, 4° comma, D.L. n. 179/2012, per il quale la perdita dei requisiti previsti dall’art. 25, 2° comma, del medesimo decreto risulta «dal periodico aggiornamento della sezione del registro delle imprese». Su tale dato letterale si potrebbe infatti radicare l’opposta tesi per la quale, stante la natura costitutiva dell’iscrizione nella sezione speciale e dei relativi aggiornamenti, il Tribunale si dovrebbe limitare [continua ..]

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2. Pubblicità, certezza e legalità: legami precari tra promesse e rinunce

L’innovatività che identifica le start up richiede, per essere valutata, una previsione sulle potenzialità dell’impresa, rendendosi così inevitabile che la relativa qualifica sia attribuita sulla base di requisiti in parte non attuali e comunque non verificabili [18]. Per le società neocostituite gli indici del carattere innovativo e dell’alto valore tecnologico sono infatti riscontrabili solo al deposito del primo bilancio di esercizio cosicché, nella prospettiva legislativa, si è imposto come una necessità accettata che, per accedere al regime speciale, siano sufficienti dichiarazioni programmatiche provenienti dagli stessi soggetti interessati a beneficiarne. Nella fase di formazione del­l’atto costitutivo il notaio non è in condizione di svolgere un vaglio pieno di legalità in ordine alla corrispondenza con il modello organizzativo prescelto, con conseguente impoverimento del [continua ..]

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3. Apparenza e realtà di impresa nell’istruttoria prefallimentare

Come accennato, le pronunce sulla soggezione a fallimento delle start up innovative citano a conforto della tesi sostenuta i precedenti sulle imprese artigiane, per i quali il fallimento può essere dichiarato quando le risultanze camerali siano smentite in fase istruttoria. I temi affrontati dalla giurisprudenza in relazione a tale istituto sono in effetti in ampia misura sovrapponibili a quelli che si prospettano per le fattispecie in esame, anche se alcune differenze paiono da precisare. È noto, invero, come al regime di pubblicità previsto per gli artigiani, consistente nell’iscrizione nell’apposito albo provinciale e nell’annotazione nella sezione speciale del registro delle imprese, sia riconosciuta un’efficacia differenziata. Muovendo dalla lettera dell’art. 5, 4° comma, L. n. 443/1985, si reputa che l’as­sol­vi­mento dei relativi oneri sia condizione per usufruire delle provvidenze previste [continua ..]

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4. (Segue): l’eccezionale prevalenza dei dati camerali

Non mancano per il vero fattispecie per le quali si valuta che nel concorso tra l’istanza di tutela dell’interesse dei creditori alla fallibilità dell’impresa debitrice e quella alla certezza dei rapporti giuridici debba prevalere la seconda, stabilendosi per l’effetto anche in capo all’autorità giudiziaria una preclusione a superare le risultanze camerali. Si tratta peraltro di ipotesi nelle quali comunque, o si ammettono deroghe alla conclusione indicata, consentendo di disattendere almeno in parte le risultanze del registro imprese, o si adducono a sostegno della scelta motivazioni del tutto singolari legate alla salvaguardia di interessi ancora superiori a quelli abitualmente implicati dal tema del concorso. Si consideri, nel primo senso, la delimitazione temporale della fallibilità, in particolare in ordine all’individuazione del dies a quo per la decorrenza del termine annuale di cui all’art. 10 L. Fall. [continua ..]

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5. Le criticità delle tutele ex post e l’aggravante del crowdfunding

A ben vedere, l’autorità giudiziaria ordinaria non effettua una revisione di valutazioni operate nell’esercizio di poteri amministrativi, ma interviene a valle di un procedimento caratterizzato da una fase almeno in parte a-valutativa. Dal quadro interpretativo in tema di istruttoria prefallimentare emerge, più precisamente, come il riscontro della corrispondenza tra fattispecie concreta e astratta non consista in un esame di eguale natura ed estensione rispetto a quello del conservatore, proprio per la maggiore ampiezza degli strumenti di indagine a disposizione del giudice [77]. Da tali peculiarità discendono più conseguenze. Anzitutto, la relativa verifica non si può reputare una tutela equivalente a quella offerta dall’art. 2191 c.c., ai sensi del quale il giudice del registro ordina con decreto la cancellazione delle iscrizioni avvenute in assenza delle condizioni di legge [78]. Occorre considerare, invero, che la [continua ..]

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NOTE

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