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Teatri stabili ad iniziativa pubblica

Concetta Costa (Professore ordinario di Diritto commerciale nell’Università di Catania)

L’autore si occupa di verificare se la normativa sulla composizione della crisi da sovraindebitamento prevista dagli artt. 6 ss., L. 27 gennaio 2012, n. 3, possa applicarsi anche alle associazioni e fondazioni di natura pubblica, ed in particolare ai “Teatri stabili”, dei quali oggi molti in crisi, giungendo alla conclusione positiva sia alla luce dell’ampio presupposto soggettivo della procedura, sia alla compatibilità con le normative di settore.

The author asserts the applicability of the resolution procedures on insolvency and over-indebtedness pursuant to L. n. 3/2012 to public Theatres, not subject to provisions on bankruptcy and creditor agreements.

Sommario:

1. Il problema - 2. L’ampio presupposto soggettivo della procedura di sovraindebitamento - 3. Teatro stabile ad iniziativa pubblica e procedure concorsuali - 4. Gli statuti dei Teatri stabili - 5. Teatro stabile ed attività imprenditoriale - 6. Natura pubblicistica dei Teatri stabili ad iniziativa pubblica - 7. Conclusioni in ordine alla applicabilità della procedura - NOTE


1. Il problema

Una interessante questione oggi di attualità è quella della possibilità di accesso dei cosiddetti “Teatri stabili ad iniziativa pubblica” alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento prevista dagli artt. 6 ss., L. 27 gennaio 2012, n. 3, con particolare riferimento alla sussistenza del requisito soggettivo per l’ammissione alla procedura. Trattasi di teatri di prosa in mano pubblica costituiti in forma di fondazione, di associazione o raramente di ente autonomo, che svolgono una importante funzione culturale, ma che, vivendo in prevalenza di contributi pubblici, manifestano oggi significativi segnali di crisi soprattutto a causa delle difficoltà economiche dei loro principali soci e sostenitori, gli enti locali, specie comuni e regioni. Il problema è connesso a quello, più generale e discusso, della sottoponibilità di soggetti a carattere pubblico alla procedura di composizione della crisi [continua ..]

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2. L’ampio presupposto soggettivo della procedura di sovraindebitamento

Il requisito soggettivo per l’accesso alla procedura, come è noto, è indicato dal 1° comma dell’art. 6, L. n. 3/2012: «Al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo è consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dalla presente sezione». In sostanza sono ammessi alla procedura tutti i soggetti per i quali non sia disposta, dalla legge fallimentare o da leggi speciali, una specifica procedura che possa definirsi “concorsuale”, quindi fondata sul concorso dei creditori, sul blocco delle esecuzioni individuali e sulla par condicio creditorum. Trattasi quindi di una procedura “residuale”, destinata a tutti i soggetti che non dispongono di una specifica normativa concorsuale. Va [continua ..]

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3. Teatro stabile ad iniziativa pubblica e procedure concorsuali

Poste queste premesse, occorre verificare quindi se i “Teatri stabili ad iniziativa pubblica”, costituiti in prevalenza nella forma di associazione riconosciuta o di fondazione, rientrino nei parametri della legge, ed in particolare, in primo luogo, se il loro stato di crisi rientri tra le «situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili a procedure concorsuali» cui si riferisce la legge. Va precisato in proposito che la L. n. 3/2012 parla di “situazioni”, ma più correttamente, alla luce della nostra tradizione e normativa concorsuale, dovrebbe parlarsi di “soggetti assoggettabili a procedure concorsuali”, dandosi per scontato, per l’accesso alla procedura di sovraindebitamento, la presenza dell’elemento oggettivo della “insolvenza”, della “crisi” o quantomeno del “sovraindebitamento”. Il quesito si risolve quindi nella verifica se i [continua ..]

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4. Gli statuti dei Teatri stabili

Come è noto, l’art. 1 L. Fall. recita: «Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici» (analoga previsione è contenuta nell’art. 2221 c.c.). Occorre quindi verificare da un canto se il “Teatro stabile ad iniziativa pubblica” possa definirsi “imprenditore” e l’attività esercitata “attività commerciale”, dall’altro se i suddetti Teatri stabili possano farsi rientrare tra gli “enti pubblici”, e come tali essere sottratti al fallimento, nonostante la forma privatistica di associazione o fondazione ai sensi dell’art. 14 ss. c.c. da essi rivestita. A tal fine può esaminarsi lo statuto dell’Ente Teatro di Rilevante Interesse Culturale Stabile della Città di Catania, in formula abbreviata Teatro Stabile di Catania, costituito in [continua ..]

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5. Teatro stabile ed attività imprenditoriale

Quanto appena esposto, che si ribadisce ricalca pur con delle diversità quanto previsto dagli altri statuti, appare determinante al fine di valutare se il Teatro possa definirsi “imprenditore” e l’attività esercitata “attività commerciale”. Qualche riserva potrebbe già porsi sulla qualifica di “imprenditore” del Teatro, svolgendo esso «professionalmente una attività … organizzata al fine della produzione … di servizi», ai sensi dell’art. 2082 c.c., ma potendosi già dubitare se quella svolta dal Teatro sia una “attività economica”, ai sensi del suddetto art. 2082 c.c., ed alla luce di quanto detto in ordine alla copertura dei costi ed allo scopo sociale. Sicuramente molto più difficile invece ritenere che il Teatro possa qualificarsi un imprenditore “commerciale” e l’attività esercitata una attività [continua ..]

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6. Natura pubblicistica dei Teatri stabili ad iniziativa pubblica

Ma anche qualora dovesse ritenersi “commerciale” l’attività esercitata dai Teatri stabili ad iniziativa pubblica, ritengo che egualmente dovrebbe escludersi l’applica­bilità della procedura fallimentare, e ciò a causa della natura sostanzialmente pubblica dei Teatri stessi, pur in presenza di una “veste” in prevalenza di natura privatistica. Come si è ricordato, l’art. 1 L. Fall. recita: «Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici». Anche dopo la riforma del 2006, l’espres­sione è rimasta quella stessa originariamente presente nel testo del 1942, quando però la presenza dello Stato e dei soggetti pubblici nell’economia era realizzata quasi esclusivamente tramite enti pubblici economici, mentre la realtà odierna mostra l’ampio [continua ..]

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7. Conclusioni in ordine alla applicabilità della procedura

Va infine precisato che, anche qualora dovessero ritenersi applicabili ai Teatri di prosa ad iniziativa pubblica eventuali normative di carattere pubblicistico che disciplinano la liquidazione degli enti pubblici [7], come la L. 4 dicembre 1956, n. 1404 o le leggi regionali emanate in attuazione del D.Lgs. n. 207/2001, ciò non dovrebbe costituire comunque un ostacolo alla possibilità di avvalersi della procedura prevista dalla L. n. 3/2012, in quanto le procedure liquidatorie previste dalle suddette normative non possono comunque qualificarsi “procedure concorsuali”, mancando gli indefettibili caratteri del concorso dei creditori, del blocco delle esecuzioni individuali e della par condicio creditorum [8]. Salvo a voler ritenere che vi sia una assoluta incompatibilità tra soggetti di natura pubblica e procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento [9], ma non se ne vedono le ragioni, se non quella molto discutibile [continua ..]

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NOTE

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