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Nuovo privilegio per ius superveniens e fallimento

Diego Manente (Avvocato in Venezia, Professore a contratto di Diritto Commerciale nell’Università Ca’ Foscari di Venezia)

Prendendo spunto dalla pronunzia del Tribunale di Trieste, l’A., dopo aver accennato in linea generale alla disciplina della tutela privilegiata dei crediti sotto il profilo dei criteri interpretativi e dell’ambito di operatività delle relative norme, puntualizza i profili salienti di alcuni privilegi che assistono i crediti derivanti dal recupero delle agevolazioni pubbliche di sostegno alle imprese (segnatamente, quello di cui all’art. 9, 5° comma, D.Lgs. n. 123/1998 e quello regolato dall’art. 8-bis D.L. n. 3/2015), per infine soffermarsi sulle questioni di diritto intertemporale sollevate nel fallimento dall’introduzione di un nuovo privilegio a seguito di ius superveniens.

Moving from the deliberation of the Trieste Court, and after a general survey of the legislation pertaining to the privileged protection of credit and with reference to the criteria of interpretation and limits application, the paper focuses on some special privileges pertaining to credits derived from the recovery of public subsidies offered to sustain private enterprises (Re. art. 9, 5° co., D.Lgs n. 123/1998 and art. 8-bis, D.L. n. 3/2015) with final remarks on issues of intertemporal jurisprudence raised in cases of bankruptcy by the introduction of new privileges based on jus superveniens.

 
TRIBUNALE DI TRIESTE, 30 MAGGIO 2017 Pres. e Rel. PICCIOTTO Fallimento – Accertamento del passivo – Privilegi – Decisione sulla sussistenza – Irrilevanza della qualificazione della prestazione operata dalle parti – Rilevanza esclusiva della causa del credito (Art. 2745 c.c.; artt. 52; 92, 93; 96; 98; 99; 101 L. Fall.) Ai fini della decisione in ordine alla sussistenza di un privilegio non è rilevante la qualificazione della prestazione operata dalle parti, ma la caratteristica del credito in quanto tale.   Fallimento – Accertamento del passivo – Privilegi – Crediti derivanti dal recupero di agevolazioni pubbliche di sostegno alle imprese – Privilegio ex art. 9, 5° comma, D.Lgs. n. 123/1998 – Applicabilità – Condizioni (Art. 9, D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 123; artt. 52; 92, 93; 96; 98; 99; 101 L. Fall.) Il privilegio di cui all’art. 9, 5° comma, D.Lgs. [continua ..]


Commento

Sommario:

1. Il caso deciso dal Tribunale di Trieste - 2. I criteri interpretativi e l’ambito di operatività delle norme in materia di privilegi. Cenni - 3. Il privilegio di cui all’art. 9, 5° comma, D.Lgs. n. 123/1998 per i crediti derivanti dal recupero delle agevolazioni pubbliche ed il suo ambito di applicazione - 4. L’art. 8-bis, 3° comma, D.L. n. 3/2015 e la tutela privilegiata del credito restitutorio del Fondo di garanzia per le PMI relativo alle somme liquidate a titolo di perdite - 5. La natura delle norme attributive dei privilegi: la prospettiva processualistica - 6. (Segue): in particolare: immediata applicabilità del nuovo privilegio e sistema fallimentare - 7. (Segue): la tesi sostanzialistica delle norme sui privilegi e le sue conseguenze in ambito fallimentare - 8. Conclusioni - NOTE


1. Il caso deciso dal Tribunale di Trieste
La sopravvenienza di una nuova normativa in materia di privilegi ripropone serialmente, specie in ambito concorsuale, delicate questioni teoriche e pratiche di diritto intertemporale, prima fra tutte quella della decorrenza degli effetti dell’innova­zione legislativa [1]. Un campionario particolarmente interessante di questi motivi problematici è fornito dalla pronunzia in rassegna, che ha affrontato una tematica per nulla insolita nell’operatività delle vicende concorsuali. Nello specifico il Tribunale giuliano è stato chiamato ad occuparsi, in sede di opposizione allo stato passivo, della domanda di recupero di interventi pubblici di sostegno erogati ad un’impresa poi entrata in procedura, pervenendo alla decisione di riconoscere la tutela privilegiata sancita da una norma sopravvenuta al credito restitutorio del Fondo di garanzia per le PMI [2]. Il caso oggetto della decisione può essere sintetizzato come [continua ..]

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2. I criteri interpretativi e l’ambito di operatività delle norme in materia di privilegi. Cenni
Il primo argomento, con altre parole, può riassumersi nella regola, pacificamente accolta, per la quale, al fine di individuare l’oggetto del privilegio e determinarne l’estensione soggettiva, si deve avere riguardo alla causa del credito [10]. L’applicazione in concreto di questa regola postula un rapido excursus sul tema, strettamente connesso ma lasciato nell’implicito dal decreto, relativo ai canoni ermeneutici da seguire nell’interpretazione delle norme in materia di privilegi. Il principio che viene qui in considerazione è quello, consolidato, secondo cui il regime dei privilegi, per il contenuto limitativo che esso comporta nei confronti del debitore, non può essere interpretato in via analogica [11]. Le norme che prevedono i privilegi – la natura dei quali, ricordiamolo, è connotata dai caratteri di legalità e tipicità – sono, cioè, di stretta [continua ..]

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3. Il privilegio di cui all’art. 9, 5° comma, D.Lgs. n. 123/1998 per i crediti derivanti dal recupero delle agevolazioni pubbliche ed il suo ambito di applicazione
La seconda questione che la pronunzia ha affrontato, risolvendola in senso negativo, riguarda l’applicabilità al credito restitutorio del Fondo di garanzia per le PMI del privilegio per i crediti derivanti dal recupero delle agevolazioni pubbliche istituito dall’art. 9, 5° comma, D.Lgs. n. 123/1998, cit. [16]. La definizione del privilegio in parola operata dal Tribunale segue una linea già tracciata da altri precedenti rinvenibili nel panorama giurisprudenziale, che offrono un saggio applicativo concreto delle regole ermeneutiche a cui abbiamo fatto cenno nel precedente paragrafo [17]. Questo approdo è la risultante di un percorso che muove dalla ricognizione della normativa di riferimento nella quale si cala l’istituzione del privilegio, che è quella della disciplina degli interventi pubblici di sostegno all’economia contenuta nel D.Lgs. n. 143/1998, cit. [18]. Nel contesto di questo articolato, che vuole [continua ..]

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4. L’art. 8-bis, 3° comma, D.L. n. 3/2015 e la tutela privilegiata del credito restitutorio del Fondo di garanzia per le PMI relativo alle somme liquidate a titolo di perdite
Non è quindi un caso – come ha sottolineato il Tribunale svolgendo il terzo argomento a sostegno della sua decisione – che sul punto specifico relativo alle garanzie concesse dal Fondo di garanzia per le PMI vi sia stato il successivo intervento legislativo attuato con l’art. 8-bis, 3° comma, D.L. n. 3/2015, convertito dalla L. n. 33/2015, cit. Questa disposizione ha infatti stabilito: «Il diritto alla restituzione, nei confronti del beneficiario finale e dei terzi prestatori di garanzie, delle somme liquidate a titolo di perdite dal Fondo di Garanzia [per le PMI] (...) costituisce credito privilegiato e prevale su ogni altro diritto di prelazione, da qualsiasi causa derivante, ad eccezione del privilegio per spese di giustizia e di quelli previsti dall’art. 2751-bis del codice civile, fatti salvi i precedenti diritti di prelazione spettanti ai terzi. La costituzione e l’efficacia del privilegio non sono subordinate al [continua ..]

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5. La natura delle norme attributive dei privilegi: la prospettiva processualistica
5. La natura delle norme attributive dei privilegi: la prospettiva processualistica È ricorrente l’affermazione secondo cui, data la natura e la funzione dell’istituto, i privilegi, in quanto causa di prelazione, costituiscono sempre una deroga al concorso dei creditori ex art. 2741 c.c. e presuppongono, per esercitare la loro efficacia pratica, un’espropriazione forzata, individuale o concorsuale (ovvero un procedimento assimilabile), non essendo concepibile che questi possano operare al di fuori della procedura espropriativa [34]. In altri termini, è possibile affermare che solo quando si imponga il concorso dei creditori, in sede esecutiva individuale (v. infatti l’art. 510, 2° comma, c.p.c.) o concorsuale che sia, si concretizza il momento di attuazione del diritto di prelazione [35]. L’amplificazione di questo rilievo ha condotto a sostenere che le norme attributive di un privilegio hanno, pertanto, [continua ..]

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6. (Segue): in particolare: immediata applicabilità del nuovo privilegio e sistema fallimentare
L’operatività nel fallimento [40] del principio dell’immediata applicabilità del nuovo privilegio da parte del giudice procedente deve tuttavia coordinarsi con la regola della necessarietà ed esclusività del procedimento di verificazione dei crediti ex artt. 92 ss. L. Fall. (art. 52, 2° comma, L. Fall.) e con quella, conseguente, dell’effi­cacia preclusiva (endofallimentare) dell’avvenuto accertamento del passivo (art. 96, ultimo comma, L. Fall.) [41]. Il canone generale che connota il sistema è, invero, quello che le statuizioni riguardanti il passivo fallimentare [42], una volta divenute definitive, «spiegano effetti preclusivi nell’ambito della procedura fallimentare di ogni questione relativa al­l’esistenza del credito, validità ed efficacia del titolo da cui deriva ed all’esistenza di eventuali cause di prelazione» e che «in [continua ..]

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7. (Segue): la tesi sostanzialistica delle norme sui privilegi e le sue conseguenze in ambito fallimentare
Come si è anticipato (v. supra, par. 4), la lettura in chiave processuale delle norme istitutive dei privilegi non è l’unica possibile, né, pur se avallata dalla Consulta, risulta quella condivisa dalla Corte di Cassazione. Ad essa, infatti, si contrappone, la soluzione sostanzialistica, che può dirsi compendiata, al massimo livello, nella giurisprudenza del Supremo Collegio a Sezioni Unite [63], secondo cui «le norme sui privilegi sono disposizioni di diritto civile che attengono alla qualità di alcuni crediti, consistente nella loro prelazione rispetto ad altri, per cui trova applicazione, salvo espressa deroga normativa (...), il principio generale di cui all’art. 11 preleggi, secondo cui le leggi non sono retroattive. Ne consegue che la modifica legislativa, che abbia introdotto un nuovo privilegio o modifiche ad uno già esistente, si applica solo se il credito sia sorto nello stesso giorno [continua ..]

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8. Conclusioni
Gli intrichi che si scoprono con l’analisi della decisione in commento fanno venire in rilievo un passaggio della Relazione allo schema di legge delega per la riforma delle procedure concorsuali proposto dalla “Commissione Rordorf”, che getta una luce anche sul tema dei privilegi. In essa viene infatti osservato come la relativa disciplina «si presenta oggi, effettivamente, assai frastagliata e, per molti aspetti, obsoleta» e gli interventi legislativi in materia – lo testimonia emblematicamente, aggiungiamo, la vicenda oggetto della pronunzia in rassegna – «scontano un grave deficit di sistematicità». Da qui «l’esigenza di una rivisitazione complessiva, cui un futuro legislatore delegato dovrebbe poter attendere all’esito di una scrupolosa rassegna di tutte le figure di privilegio oggi esistenti nell’ordinamento», tenendo «ben presente che il privilegio si pone, per sua [continua ..]

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NOTE

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