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Transazione fiscale e “cram down” del giudice fallimentare: considerazioni critiche

Michele Mauro, Ricercatore di Diritto tributario nell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro

L’introduzione normativa del “cram down fiscale” (e previdenziale) nel giudizio di omologazione delle procedure concordatarie, riferito a proposte non approvate a causa del voto determinante dell’Amministrazione finanziaria (o degli Enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbli­gatorie), ha consentito di sgombrare il campo definitivamente da una serie di equivoci sorti intorno all’istituto della transazione fiscale. Segnatamente, oltre ad aver arginato il fuorviante richiamo del principio di indisponibilità del credito tributario, l’attuale assetto normativo ha chiaramente delineato il riparto di giurisdizione tra giudice fallimentare e giudice tributario in caso di contestazione dei crediti tributari. In particolare, nel giudizio di omologazione, il tribunale, lungi dal pronunciarsi sul merito delle pretese fiscali, valuta esclusivamente la convenienza della proposta rispetto all’alterna­tiva liquidatoria, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista indipendente, essendogli, altresì, preclusa qualsiasi valutazione circa l’opportunità di disporre o meno accantona­menti a tutela di tali crediti, i quali sono da intendersi obbligatori per legge.

Parole chiave: Transazione fiscale, procedure concorsuali, cram down, crediti tributari, giurisdizione sulle contestazioni.

Tax settlement and “cram down” of the bankruptcy judge: critical remarks

The rule of law of the “tax cram down” (and social security) in the judgment of homologation of composition procedures, referring to proposals not approved due to the decisive vote of the tax administration (or of the bodies managing forms of social security and assistance), has made it possible to definitively overcome a series of misunderstandings regarding the institution of the tax settlement. Specifically, in addition to having definitively overcome the improper reference to the principle of the non-availability of tax credits, the current rule of law is clear in defining the division of jurisdiction between the bankruptcy judge and the tax judge before of a dispute over tax credits. In particular, in the judgment of homologation, the judge, far from expressing an opinion on the merits of the tax credits, assesses exclusively the convenience of the proposal with respect to the liquidation alternative, also on the basis of the independent expert’s report, not being able to evaluate whether or not to set aside sums to protect such tax credits, as required by law.

Keywords: Tax settlement, Insolvency procedures, cram down, tax credits, jurisdiction over disputes.

MASSIMA: In tema di accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis L. Fall., il giudice, pur in assenza di adesione da parte dell’amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie, la quale era decisiva ai fini del raggiungimento della percentuale stabilita dalla legge, omologa l’accordo qualora ritenga dimostrato, tenuto conto della relazione del professionista indipendente, che nell’alternativa liquidatoria i creditori otterrebbero minore soddisfazione. PROVVEDIMENTO: (Omissis). La (omissis) ha chiesto l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis L. Fall. che ha ottenuto l’adesione del 43,08% dei creditori (per complessivi € 3.243.478,64 su un passivo totale di € 7.529.052,56). Tra i creditori non aderenti vi sono l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, i cui crediti di € 2.355.209,43 e di € 640.785,41 rappresentano il 47,80% dei [continua ..]


Commento

Sommario:

1. Il caso: la rilevanza del c.d. “cram down fiscale” (e previdenziale) nel giudizio di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti - 2. Il superato equivoco dell’indisponibilità del credito tributario - 3. La mancata adesione (espressa o tacita) dell’Amministrazione finanziaria e l’“apparente” problema della giurisdizione - NOTE


1. Il caso: la rilevanza del c.d. “cram down fiscale” (e previdenziale) nel giudizio di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti
La decisione del Tribunale di Ragusa si inserisce in un filone di recenti pronunce di merito [1] che, prendendo atto delle modifiche introdotte dal D.L. n. 125/2020 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 125/2020) [2], completate dalle ulteriori specificazioni di cui al D.L. n. 118/2021 con riguardo al concordato preventivo [3], hanno reso operante la novità prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’in­sol­venza (c.c.i.i. – D.Lgs. n. 14/2019 [4]), nota come “cram down fiscale” (e previdenziale), nelle procedure tese al risanamento della crisi d’impresa. Invero, dovendo pronunciarsi sull’omologazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis legge fallimentare (R.D. n. 267/1942), comprensivo della proposta di transazione fiscale di cui all’art. 182-ter L. Fall., il Tribunale ha omologato l’accordo nonostante il dissenso e le contestazioni mosse, rispettivamente, [continua ..]

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2. Il superato equivoco dell’indisponibilità del credito tributario
L’introduzione normativa del “cram down fiscale” (e previdenziale), riferito a proposte non approvate a causa del voto determinante dell’Amministrazione finanziaria [6], ha consentito di superare definitivamente l’equivoco creatosi intorno al principio dell’indisponibilità del credito tributario [7], il quale, con specifico riferimento al credito Iva, per lungo tempo ha di fatto limitato l’applicazione della transazione fiscale ex art. 182-ter L. Fall. [8]. Difatti, nel vigore delle originarie formulazioni della disposizione inserita nel­l’ambito del concordato preventivo [9] (ma eguali vincoli si riscontravano negli accordi di ristrutturazione dei debiti e nella procedura negoziale della composizione della crisi da sovraindebitamento, di cui alla L. n. 3/2012, riservata al debitore non assoggettabile alle procedure concorsuali [10]), ed in piena sintonia con note sentenze della Cassazione [11] [continua ..]

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3. La mancata adesione (espressa o tacita) dell’Amministrazione finanziaria e l’“apparente” problema della giurisdizione
A prescindere dalla questione (che si confida essere definitivamente risolta) riguardante le tensioni della transazione fiscale con il principio di indisponibilità del credito tributario, in dottrina si riscontra ancora un vivo dibattito [18] circa il connesso profilo della giurisdizione del giudice fallimentare sulla mancata adesione dell’Am­ministrazione finanziaria alla proposta di transazione, affermata da due recenti arresti della Cassazione, a Sezioni Unite [19]. Precisamente la Suprema Corte, in entrambe le pronunce (una scaturita da un accordo di ristrutturazione del debito, l’altra da un concordato preventivo), anche alla luce delle modifiche introdotte con il richiamato D.L. n. 125/2020 in tema di omologazione delle proposte non approvate a causa del voto determinante dell’Am­ministrazione finanziaria (e degli Enti di previdenza e assistenza obbligatori), ha chiarito che la tutela giurisdizionale avverso il diniego [continua ..]

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NOTE

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