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La tutela legislativa eurounitaria del lavoratore nella crisi d'impresa

Gina Gioia, Professore associato di Diritto processuale civile nell’Università degli Studi della Tuscia

Per lungo tempo la tutela dei diritti dei lavoratori non è stata percepita come una questione che avesse particolare rilevanza nella crisi d’impresa. Da un po’ di tempo, il legislatore italiano ha cambiato la prospettiva, soprattutto per adeguarsi alle richieste provenienti dagli organi dell’UE. Già da alcuni decenni l’Unione (già Comunità) ha cominciato a legiferare sulla tutela dei lavoratori in caso di stato d’insolvenza del datore di lavoro (Direttiva 2008/94/EC). Prima ancora, la Direttiva 2001/23/EC si era occupata dei lavoratori nel caso di trasferimento di azienda. Il Regolamento (EU) 2015/848 sui procedimenti di insolvenza si occupa di determinare la giurisdizione entro la quale si aprono i procedimenti di insolvenza transfrontalieri e, in questo ambito, determina la legge applicabile ai contratti dei lavoratori. Un importante passo avanti per la tutela dei lavoratori è stato fatto dalla Direttiva 2019/1023/UE, in virtù della quale la ristrutturazione dell’azienda richiede il necessario coinvolgimento dei lavoratori. L’Italia ha recentemente trasposto buona parte di questa direttiva.

 

Eu protection of employees in the insolvency proceedings

The safeguard of workers’ rights has not been at stake in bankruptcy proceedings for a long time. The situation has recently changed in Italy when the Italian legislator met the EU Commission demands. Some decades ago, the EU started to rule on employee’s protection in the event of the insolvency of their employer (Directive 2008/94/EC). Before that, rules on the safeguarding of employees’ rights in the event of transfers of undertakings or businesses were set by the Directive 2001/23/EC. The Regulation (EU) 2015/848 on insolvency proceedings rules on the jurisdiction to open insolvency proceedings; aiming to protect employees in transnational insolvency proceedings, it takes care of the applicable law for the employee’s contracts. An important step towards the employee’s protection has been taken by the ‘Insolvency’ Directive, 2019/1023/UE and the restructuring of the debtor’s business now requires the involvement of the employees. Italy recently has transposed a major part of the latter directive.

Keywords: bankruptcy proceedings, insolvency, restructuring of the debtor’s business, safeguard of workers’rights, EU protection of employees, transnational insolvency proceedings, transfers of undertakings or businesses.

Sommario:

1. Premessa - 2. La lex fori concursus e profili di diritto internazionale privato - 3. La tutela dei redditi del lavoratore - 4. La tutela del lavoratore nella circolazione concorsuale dell’azienda - 5. La ristrutturazione negoziata dell’azienda e il coinvolgimento dei lavoratori: informazione e tutela - 6. Considerazioni conclusive - NOTE


1. Premessa

I rapporti di lavoro subordinato si contraddistinguono per una immanente esigenza di stabilità e prosecuzione temporale di cui il diritto concorsuale, naturalmente rivolto alla realizzazione di una tutela rafforzata del solo credito, non ha mai conosciuto, almeno non direttamente e in forma organica. La tutela dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori in questo ambito negli anni si trova relegata a un ruolo marginale, in favore di una normativa incentrata principalmente sulla cura dell’interesse economico che accomuna la posizione del lavoratore a quella di ogni altro creditore dell’impresa insolvente. Nella prospettiva del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il rapporto di lavoro trova invece una più adeguata articolazione, in attuazione delle diverse istanze di coordinamento e tutela sollecitate nel tempo dal legislatore comunitario. Sebbene il diritto del lavoro rimanga competenza esclusiva degli Stati membri, [continua ..]

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2. La lex fori concursus e profili di diritto internazionale privato

In un mutato assetto ideologico, sollecitato a più riprese dalle istituzioni europee [1] e che dà preminenza alle esigenze di risanamento e prosecuzione dell’attività d’impresa rispetto alla finalità puramente liquidativa in precedenza assorbente [2], il Reg. UE 2015/848 (con alle spalle il Reg. CE n. 1346/2000, e perciò detto anche recast EIR) si premura di articolare una complessa disciplina di diritto internazionale privato per le ipotesi in cui alla portata transfrontaliera dell’attività d’impresa esercitata dal datore di lavoro possa conseguire una competenza giurisdizionale sul­l’apertura della procedura concorsuale o a conoscere di aspetti rilevanti della stessa, ripartita tra più autorità giudiziarie di diversi Stati membri. Ai sensi dell’art. 3 Reg. UE 2015/848 competenti ad aprire la procedura di insolvenza sono i giudici dello Stato membro nel cui territorio è [continua ..]

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3. La tutela dei redditi del lavoratore

Riconosciuta la necessità di introdurre un sistema di garanzie che desse voce alle esigenze di tutela riscontrabili nei rapporti di lavoro, la Direttiva 94/2008 appronta norme in favore di ogni lavoratore subordinato, legato all’impresa in stato di insolvenza da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato e persino con un contratto a tempo parziale [25]. Di questi, tuttavia, si fa carico principalmente dell’interesse economico al pagamento delle spettanze maturate e non ancora corrisposte, piuttosto che del mantenimento del posto di lavoro [26]. In tal senso viene prescritto che ciascuno Stato membro individui un organo preposto a garantire il pagamento degli emolumenti dovuti in forza del rapporto lavorativo. A fronte dell’insolvenza del datore di lavoro, detto organismo deve farsi carico, in particolare, delle retribuzioni maturate – ma non ancora corrisposte – in un arco temporale individuato dai singoli Stati [continua ..]

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4. La tutela del lavoratore nella circolazione concorsuale dell’azienda

Le forme di tutela fin qui esaminate, si è detto, privilegiano la cura delle ragioni creditorie maturate dal lavoratore nei confronti dell’imprenditore insolvente, ma non contengono alcuna previsione diretta a garantire la prosecuzione del rapporto lavorativo. Di queste, tuttavia, si fa carico (almeno in parte) la Direttiva CE 23/2001 che, come la precedente Direttiva CEE 187/1977, si prefigge di proteggere i lavoratori nelle ipotesi di trasferimento dell’azienda (o di un suo ramo), rafforzandone al contempo la posizione creditoria [37]. Il principio alla base della normativa comunitaria è quello della neutralità delle vicende traslative che interessano l’azienda rispetto ai rapporti di lavoro, che viene realizzato, in via generale, assicurando il passaggio automatico dei lavoratori al nuovo titolare dell’azienda, senza che ciò comporti alcuna modifica alla regolamentazione del rapporto lavorativo [38]. Viene invero [continua ..]

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5. La ristrutturazione negoziata dell’azienda e il coinvolgimento dei lavoratori: informazione e tutela

La Direttiva UE/1023/2019, nell’introdurre un procedimento ‘concorsuale’ stragiudiziale di ristrutturazione [55], ma sottoposto alla supervisione dell’organo giurisdizionale o amministrativo (a discrezione degli Stati membri) [56], attribuisce un peso notevole ai lavoratori dell’impresa. Essi assumono un ruolo principale nella gestione della crisi ben prima che essa diventi irrimediabile, non solo come destinatari di tutela per il fatto che subiscono gli effetti del cambiamento aziendale, ma anche come controllori dell’andamento economico-finanziario aziendale e proponenti delle misure di ristrutturazione [57]. Il legislatore europeo, infatti, sebbene sottolinei come una rapida liquidazione delle società non sane sia necessaria anche per garantire i diritti dei lavoratori (considerando 3), tende a prevenire i licenziamenti (considerando 2) [58]. Si premura di chiedere agli Stati di munire i lavoratori di sistemi di [continua ..]

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6. Considerazioni conclusive

In ultima analisi sembra si possa convenire che, in disparte dai profili di diritto internazionale privato, la tutela eurounitaria accordata ai lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro fino a qualche tempo fa privilegiava, in punto normativo, la componente prettamente economica del rapporto lavorativo, a discapito dell’inte­resse del lavoratore al mantenimento del posto di lavoro e, in ogni caso, lasciava ampi margini di apprezzamento ai singoli ordinamenti nazionali. Le soluzioni offerte dal legislatore europeo, in linea generale, sono necessitate dall’ambito in cui si inseriscono, inevitabilmente limitate dal riparto di competenza legislativa in materia laburistica e dalle esigenze tipiche sottese a strumenti che pog­giano su situazioni di grave crisi e insolvenza. In un procedimento concorsuale che intenda disciplinare unicamente le ragioni del ceto creditorio, senza perseguire fini conservativi rispetto all’impresa insolvente, la [continua ..]

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NOTE

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