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Sulla legittimazione ad agire nel procedimento ex art. 2409 c.c.

Daniele Petta, Dottorando di ricerca, Dipartimento Scienze Giuridiche nell’Università di Salerno

L’istituto del controllo giudiziario si inserisce in un eterogeneo quadro normativo, posto a tutela del generale interesse della società, all’interno del quale la denunzia al tribunale svolge una funzione residuale di garanzia e di ripristino della regolarità gestoria, mediante un riassetto amministrativo e contabile, della società. La pronuncia in commento, che offre l’occasione per approfondire i presupposti per il ricorso allo strumento del controllo giudiziario, suggerisce altresì alcune considerazioni in ordine ai profili di legittimazione attiva ad azionare il rimedio di cui all’art. 2409 c.c., profilo che merita un’adeguata valutazione, attesa la natura marcatamente processuale del procedimento.

 

Regarding the legitimacy to act in the proceedings pursuant to article 2409 of the italian civil code

The institution of judicial control is part of a heterogeneous regulatory framework, designed to protect the general interest of the company, within which the complaint to the court performs a residual function of guarantee and restoration of management regularity, through an administrative and accounting reorganization of the company. The ruling in question, which provides the opportunity to examine the prerequisites for recourse to the instrument of judicial control, also suggests some considerations regarding the profiles of active legitimacy to implement the remedy under Article 2409 of the Italian Civil Code, a profile that deserves an adequate assessment, given the markedly procedural nature of the procedure.

Keywords: Judicial control, complaint to the court, interest of the company, management, protection, serious irregularities, damage, legitimacy.

MASSIMA(1) Anche i fatti riguardanti le controllate possono rilevare, quali irregolarità nella gestione della capogruppo, tutte le volte che le prime palesino una condotta inadempiente dell’organo amministrativo della capogruppo in quanto legittimato, come rappresentante, ad esprimerne la volontà nelle assemblee della controllata, in particolare se venga da singole decisioni depauperato il patrimonio della controllante. MASSIMA(2) Le scelte gestionali dell’organo amministrativo, quando non rivelino il perseguimento di un interesse extrasociale in manifesto conflitto con quello della società, appartengono all’ambito della discrezionalità imprenditoriale e non possono formare oggetto di sindacato giurisdizionale ai sensi dell’art. 2409 c.c. PROVVEDIMENTO: (Omissis). In via preliminare, la difesa di (omissis) ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, atteso che la denuncia in oggetto riguarderebbe irregolarità [continua ..]


Commento

Sommario:

1. Introduzione: verso un ampliamento del controllo giudiziario? - 2. Breve premessa sui fatti causa - 3. Inquadramento del “rimedio” ex art. 2409 c.c. - 4. Presupposti del controllo giudiziario: la potenzialità del danno - 5. (Segue): le gravi irregolarità - 6. (Segue): attualità - 7. Legittimazione alla denunzia: una eccezione alla regola? - 8. Profili generali sulla Business Judgement Rule - NOTE


1. Introduzione: verso un ampliamento del controllo giudiziario?
Prima di trascorrere alla disamina dell’ordinanza resa dalla Sezione specializzata del Tribunale di Napoli, che offre alcuni spunti interessanti in merito alla disciplina di cui all’art. 2409 c.c. nonché l’occasione per approfondire i presupposti per il ricorso allo strumento del controllo giudiziario, non pare inconferente, preliminarmente, indagare l’ambito di operatività che l’istituto de quo ha acquisito nel tempo, per effetto non solo di alcuni recenti interventi legislativi, ma anche dei principi affermati, sul tema, dalla giurisprudenza [1]. È ben noto che la richiamata disposizione normativa, dettata in materia di società per azioni, in virtù del rinvio disciplinato dagli artt. 2454 e 2545-quinquiesdecies c.c., è stata espressamente estesa alle società in accomandita per azioni, a fronte del sospetto di irregolarità dei soci accomandatari [2], nonché alle società [continua ..]

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2. Breve premessa sui fatti causa
Con la pronuncia in commento, giova evidenziarlo sinteticamente, il Tribunale di Napoli respinge il ricorso proposto ex art. 2409 c.c., a fronte di asserite presunte gravi irregolarità gestionali sottoposte al vaglio della Sezione specializzata in materia d’impresa, condannando altresì la società ricorrente al pagamento delle spese di lite. A sostegno del rigetto della domanda, spiegata nei confronti sia della holding (omissis) S.p.A., di cui parte ricorrente è socia, sia della società (omissis) S.p.A. e del Consorzio (omissis) in liquidazione, direttamente e/o indirettamente controllati, nonché nei confronti dell’amministratore unico e del socio di maggioranza della società controllante, il Tribunale adduce la palese inidoneità delle irregolarità – di tipo finanziario – a legittimare una richiesta di intervento ai sensi dell’art. 2409 c.c., in considerazione della mancata dimostrazione [continua ..]

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3. Inquadramento del “rimedio” ex art. 2409 c.c.
Il Tribunale di Napoli effettua una preliminare ricostruzione della disciplina di cui all’art. 2409 c.c., osservando, innanzitutto, che il “rimedio” regolato dalla richiamata disposizione normativa si configura come un procedimento c.d. di volontaria giurisdizione, volto, cioè, non a definire un contrasto tra pretesi diritti soggettivi, bensì a tutelare l’interesse generale della società, mediante disposizioni ritenute opportune al fine del suo riassetto amministrativo e contabile [14]. Il procedimento ex art. 2409 c.c. si inserisce, invero, in un eterogeneo quadro normativo, all’interno del quale la “denunzia al tribunale” svolge una funzione residuale di garanzia e di ripristino della corretta amministrazione della società [15]. Il Collegio aderisce all’orientamento prevalente in giurisprudenza [16], che ravvisa nell’art. 2409 c.c. una funzione di tutela del generale interesse della [continua ..]

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4. Presupposti del controllo giudiziario: la potenzialità del danno
Il Tribunale si sofferma altresì sull’aspetto concernente i presupposti per l’azio­nabilità del procedimento in esame: l’art. 2409 c.c. prevede, nel suo tenore letterale, che le gravi irregolarità nella gestione, conseguenti alla violazione dei doveri degli amministratori, debbano essere idonee ad “arrecare danno” alla società ovvero a una o più società controllate. L’introduzione, a seguito della riforma del diritto societario [21], del requisito della potenzialità pregiudizievole della condotta posta in essere dall’organo amministrativo sembra operare una drastica limitazione della sfera di operatività dell’istituto [22], trasformando il procedimento, da “presidio” finalizzato a perseguire la regolarità e la correttezza della gestione sociale, in uno strumento volto a interrompere comportamenti di mala gestio potenzialmente dannosi [23]. Si [continua ..]

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5. (Segue): le gravi irregolarità
Con la pronuncia in commento, che si colloca sulla scia di consolidati orientamenti interpretativi, la Sezione specializzata del Tribunale di Napoli sottolinea che i comportamenti integranti le “gravi irregolarità” devono essere idonei alla causazione di un danno, anche futuro, purché patrimonialmente rilevante [30], e, sulla base di tale rilievo, esclude che le condotte denunciate dalla ricorrente, in maniera piuttosto generica e in modo disarticolato, siano idonee a cagionare un danno nemmanco potenziale; ed invero, il procedimento de quo è attivabile soltanto qualora le irregolarità denunciate possano recare un danno al – o anche al – patrimonio della società, in grado di pregiudicare gli interessi dei soci e dei creditori, senza che rilevi il tipo di violazione commessa ovvero il tipo di norma violata; sempre che, ovviamente, detta violazione si concreti in un inadempimento dei doveri gravanti sugli [continua ..]

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6. (Segue): attualità
Altro presupposto rilevante, ai fini della denunzia ex art. 2409 c.c., sebbene la norma non lo menzioni espressamente, tra i profili decisivi nel caso di specie, riguarda l’attualità delle irregolarità contestate: i comportamenti integranti “gravi irregolarità” devono essere attuali e la stessa impostazione viene, quindi, confermata dalla pronuncia in esame. Il Tribunale di Napoli, richiamando, invero, un orientamento ormai consolidato in giurisprudenza, evidenzia come non rilevino, ai fini della denunzia, le vicende societarie ormai esaurite e, quindi, non ulteriormente produttive di effetti, non potendosi dar luogo all’intervento dell’autorità giudiziaria qualora sia già stato ripristinato l’ordine amministrativo e gli effetti della condotta siano divenuti intangibili; in tal caso, residua, in capo ai soci, l’eventuale esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori [continua ..]

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7. Legittimazione alla denunzia: una eccezione alla regola?
La pronuncia in commento presta il fianco ad alcune considerazioni in ordine ai profili di legittimazione attiva ad azionare il controllo giudiziario ex art. 2409 c.c. [44]. Nel caso affrontato dal Tribunale di Napoli, invero, nonostante la denuncia abbia ad oggetto irregolarità non dell’organo amministrativo della società controllante, di cui la ricorrente è socia, bensì irregolarità degli amministratori di società direttamente e/o indirettamente controllate, di cui la ricorrente non è socia [45], il Collegio ha fondato l’ammissibilità del ricorso sul presupposto che le irregolarità delle controllate – e, precisamente, “le vicende relative al gruppo” – non possono non avere riflessi anche sulla capogruppo [46]. Sennonché, il dettato normativo dell’art. 2409 c.c., nel riferirsi espressamente al solo profilo del danno arrecato o arrecabile “a una o [continua ..]

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8. Profili generali sulla Business Judgement Rule
Il Tribunale di Napoli, nel prendere posizione in merito ad alcuni dei profili ritenuti “problematici” e, dunque, meritevoli di attenzione da parte del Collegio [73], dà conto, ancorché succintamente, dell’applicabilità, alla fattispecie in esame, della business judgment rule [74], partendo dall’assunto secondo cui il merito delle scelte di gestione societaria rientri nell’alveo dell’insindacabilità in sede di controllo giudiziario ex art. 2409 c.c. [75]. Il corredo motivazionale dell’ordinanza in commento appare condivisibile: il Collegio ha, invero, aderito al consolidato orientamento della giurisprudenza di merito, secondo cui il contenuto delle scelte di gestione dell’impresa [76] è assistito da un generale criterio esentivo [77], in forza del quale, laddove la decisione sia stata assunta non in conflitto di interessi, in buona fede e sulla base di un processo razionale, [continua ..]

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NOTE

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