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Sovraindebitamento e contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio. Profili controversi e snodi interpretativi

Emiliana Cicatelli, Assegnista di ricerca in Diritto commerciale nell’Università degli Studi di Salerno

Lo scritto esamina la sorte dei contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio nell’ambito della disciplina della crisi da sovraindebitamento, con particolare attenzione alle ultime innovazioni legislative, in larga parte anticipatrici della disciplina del Codice della crisi e dell’insolvenza. Il progressivo ampliamento del novero dei crediti falcidiabili, anche alla luce delle recenti prese di posizione della giurisprudenza, consente all’A. di riflettere sull’attuale conformazione assunta dalla crisi del debitore incapiente, non senza rilevare alcune criticità che la disciplina solleva con riferimento al principio di neutralità delle procedure concorsuali rispetto ai rapporti obbligatori in essere e alla par condicio creditorum.

 

Over-indebtedness regulatory system and salary-backed loans. Controversial issues and interpretative challenges

The essay deals with some of the most controversial issues related to the salary-backed loans in the context of the over-indebtedness procedures, with a peculiar emphasis on the most recent legislative innovations, broadly pioneering the renovated Italian Insolvency Law. The smooth increase of debts that can be restructured through the settlement of over-indebtedness crisis enables the Author to focus on the current shape of the insolvent debtor’s crisis, with a critical eye towards the regulatory challenges raised by the new legal provisions.

Keywords: over-indebtedness, settlement of over-indebtedness crisis, incapacitated debtor, salary-backed loans, restructuring, debt relief.

Sommario:

1. Inquadramento del problema - 2. Cessione del quinto e sovraindebitamento: i termini della questione - 2.1. I dubbi di legittimità costituzionale dell’art. 8, 1°-bis comma, L. n. 3/2012 e la soluzione delineata dal giudice delle leggi (Corte cost. sent. n. 65/2022) - 2.2. Cessione volontaria e cessione coattiva - 2.3. Le interferenze con l’ordinanza di assegnazione del credito - 2.4. Spossessamento del debitore e crisi da sovraindebitamento: la rilevanza marginale dell’art. 44 L. Fall. - 3. Le implicazioni connesse all’esdebitazione del debitore incapiente - 4. La tenuta dell’interpretazione proposta alla luce dell’art. 67 CCII - NOTE


1. Inquadramento del problema

Le evoluzioni normative che hanno interessato nell’ultimo decennio la disciplina della crisi da sovraindebitamento evidenziano un crescente interesse del legislatore verso le intersezioni tra la gestione dell’insolvenza del sovraindebitato e le multiformi fattispecie di credito al consumo; si tratta di questioni di sicura rilevanza pratica in ragione del largo impiego delle operazioni di cessione del quinto dello stipendio da parte di soggetti non fallibili [1], la cui vulnerabilità economica – specie all’indomani della protratta emergenza pandemica [2] – impone uno sforzo di coordinamento con i principi immanenti allo svolgimento delle procedure di composizione della crisi [3]. Non può trascurarsi che l’ordinamento domestico si è affacciato alla regolazione del debitore insolvente con ritardo [4] rispetto alla legislazione degli altri paesi occidentali (sia di tradizione continentale che di common [continua ..]

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2. Cessione del quinto e sovraindebitamento: i termini della questione

Risulta difficilmente revocabile in dubbio che, in un’economia di crisi [11], la cessione del quinto dello stipendio, fattispecie negoziale transtipica [12] disciplinata a partire dall’art. 39 d.P.R. n. 180/1950 [13], sia destinata ad assumere un ruolo via via crescente, stante l’indispensabilità del finanziamento per i consumatori [14]; la ritrovata centralità delle procedure di gestione della crisi da sovraindebitamento, in generale, e la possibilità di aprire ad ulteriori contenuti del piano del consumatore [15] hanno suscitato un notevole interesse sul fronte operativo, ancor prima che sul piano teorico. In mancanza di una norma che consentisse di includere nel piano del consumatore anche la ristrutturazione dei crediti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, veniva posto in discussione che il riassetto del debito del consumatore fosse idoneo a consentire di [continua ..]

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2.1. I dubbi di legittimità costituzionale dell’art. 8, 1°-bis comma, L. n. 3/2012 e la soluzione delineata dal giudice delle leggi (Corte cost. sent. n. 65/2022)

I profili controversi appena tratteggiati hanno dato origine ad una questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, 1°-bis comma, L. n. 3/2012 – sollevata d’uffi­cio dal Tribunale di Livorno, con ordinanza del 7 aprile 2021 [40]– in riferimento all’art. 3 Cost., nella parte in cui la norma non stabilisce che «il piano del consumatore possa prevedere, alle medesime condizioni, anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti per i quali il creditore abbia già ottenuto ordinanza di assegnazione di quota parte dello stipendio, del trattamento di fine rapporto o della pensione del soggetto sovraindebitato». Ad avviso del rimettente, investito della decisione di omologa di una proposta congiunta di piano del consumatore avanzata da due coniugi per la composizione della crisi da sovraindebitamento, il tenore letterale della norma indubbiata escluderebbe la possibilità di estendere al credito [continua ..]

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2.2. Cessione volontaria e cessione coattiva

Così inquadrata la fattispecie nei suoi termini generali, occorre quindi verificare su quali presupposti sia stata affermata l’estensione dell’ambito di operatività dell’art. 8, 1°-bis comma, L. n. 3/2012, fino ad includere anche la cessione coattiva del credito. La disposizione evoca senza dubbio alcuno la cessione volontaria del credito; meno chiaro è se l’espressione «con» intenda genericamente riferirsi a qualunque cessione, anche coattiva – come quella che si realizza all’esito di un procedimento di espropriazione presso terzi con un’ordinanza di assegnazione del quinto ex art. 553 c.p.c. – ovvero se il richiamo contiguo ai contratti di finanziamento si esaurisca nella sola cessione volontaria. Quanto al risultato traslativo finale, la vicenda risulta analoga a quella della cessione su base volontaria; infatti, il meccanismo attraverso il quale opera il soddisfacimento del credito non muta tanto [continua ..]

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2.3. Le interferenze con l’ordinanza di assegnazione del credito

Resta quindi da valutare se, sul presupposto della natura pro solvendo comune ad entrambe le cessioni, l’effetto di reindirizzamento che scatta nelle ipotesi di sopravvenuta inefficacia della vicenda traslativa (es. interruzione del rapporto di lavoro con il terzo) risulti impedito, nel caso di credito ceduto coattivamente, dall’irre­trattabilità dell’ordinanza di assegnazione ex art. 187-bis disp. att. c.p.c. [56]. Secondo l’opinione dominante, l’ordinanza di assegnazione del credito costituisce l’atto conclusivo e finale del processo di espropriazione forzata presso terzi e produce immediatamente ed automaticamente tutti gli effetti suoi propri, senza che occorra alcuna attività di esecuzione o realizzazione [57] (arg. ex art. 487, 1° comma, c.p.c.). A tal proposito, l’inclusione nel piano di un debito “assistito” da cessione del quinto (volontaria o coattiva) esclude la necessità di [continua ..]

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2.4. Spossessamento del debitore e crisi da sovraindebitamento: la rilevanza marginale dell’art. 44 L. Fall.

Quanto sopra chiarito ridimensiona la necessità di verificare se il debitore, per effetto della cessione del credito (volontaria o coattiva), si sia spossessato del credito; il soggetto sovraindebitato, per quanto qui interessa, si è sì spossessato del credito a beneficio del creditore cessionario, ma soltanto in misura pari all’ammontare del debito principale e, comunque, fintantoché un debito principale esiste. A questo proposito, dal momento che la disciplina del sovraindebitamento attribuisce al debitore, in via eccezionale, il potere di disporre dei suoi crediti, ne discende che il vincolo della cessione non sottrae dal suo patrimonio il credito, così come non sottrae dal patrimonio il bene ipotecato, ma al più potrà essere tenuto in considerazione in sede di omologazione del piano del consumatore. Dai rilievi che precedono si desume, quindi, che per riconoscere l’inserimento dei debiti, per i quali c’è [continua ..]

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3. Le implicazioni connesse all’esdebitazione del debitore incapiente

Deve ora accennarsi alle ricadute sul meccanismo esdebitatorio determinate dal­l’accesso del consumatore sovraindebitato alle procedure di regolazione della crisi (art. 14-terdecies L. n. 3/2012; artt. 278 ss. CCII) [89]. Non può farsi a meno di rilevare che si tratta di congegno che interviene dall’esterno del rapporto obbligatorio, senza alcun coinvolgimento attivo della parte creditrice [90]; tale profilo strutturale condiziona inevitabilmente la necessità di ricercarne una giustificazione funzionale al di fuori del rapporto obbligatorio che ne è investito, non potendosi ravvisare alcuna controprestazione diretta all’esdebitazione in senso stretto (possibile, invece, nella falcidia concordataria) [91]. Sul presupposto che l’esdebitazione consiste nella liberazione dei debiti e comporta la inesigibilità dal debitore dei crediti rimasti insoddisfatti a seguito della liquidazione [92], dalla struttura [continua ..]

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4. La tenuta dell’interpretazione proposta alla luce dell’art. 67 CCII

La tesi favorevole ad includere i crediti derivanti da cessione coattiva nel piano del consumatore si rivela coerente con l’impianto complessivo della regolazione del sovraindebitamento tracciato dal Codice della crisi [120]. In dettaglio, l’art. 67, 1° comma, CCII – oltre ad aver eliminato il riferimento ai crediti impignorabili e tributari – aggiunge che il piano di ristrutturazione è libero [121] e può prevedere la soddisfazione dei crediti anche parziale e differenziata [122], con ciò ridisegnando la portata stessa della concorsualità [123] e, specularmente, della par condicio creditorum [124]. La ristrutturazione dei debiti del consumatore, destinata a sostituire l’attuale piano del consumatore, evidenzia, sul piano sistematico, un progressivo ampliamento dell’ambito della “trattabilità” dei debiti. Innanzitutto, in diretta attuazione dell’art. 9, lett. d) della [continua ..]

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NOTE

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