carbone

home / Archivio / Fascicolo / La responsabilità degli amministratori e la quantificazione del danno da violazione ..

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


La responsabilità degli amministratori e la quantificazione del danno da violazione dell'art. 2486, 2° comma, c.c. Le novità Introdotte dal codice della crisi d´impresa e dell´insolvenza

Davide Cesiano, Professore a contratto di Diritto commerciale presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

La natura dinamica e complessa dell’attività d’impresa rende particolarmente difficile il tema della quantificazione del danno da violazione dell’art. 24862 c.c. Ciò ha favorito nel tempo l’utilizzo da parte della giurisprudenza di criteri non sempre in linea con la funzione prevalentemente riparatoria riconosciuta al risarcimento e più in generale alla responsabilità civile. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha inserito al 2° comma dell’art. 378 una significativa modifica di immediata applicazione all’art. 2486 c.c., in cui si prevedono due distinti criteri di quantificazione del danno, da applicarsi, in caso di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che abbiano ignorato il precetto conservativo (dell’integrità e del valore del patrimonio sociale) al verificarsi di una causa di scioglimento. Così facendo, il legislatore ha inteso aggravare la posizione degli amministratori nella c.d. “twilight zone”, ossia nella fase di iniziale emersione della crisi – in ordine alla quale è significativo il contributo teorico ed applicativo della dottrina e giurisprudenza di Common Law – inducendoli all’adozione delle cautele e misure di allerta delle quali è ricca la riforma, prevedendo, in caso di inadempimento, rigide conseguenze sanzionatorie sotto il profilo economico a cui difficilmente, d’ora in poi, ci si potrà sottrarre con semplici alchimie processuali.

The dynamic and complex nature of the business activity makes the issue of quantifying damage from violation of art. 24862 of the Italian Civil Code. Over time this has favored the use by the jurisprudence of methods not always compliance with the predominantly restorative function recognized for compensation and more generally for civil liability. The Code of business crisis and insolvency has inserted in the second paragraph of art. 378 a significant modification of immediate application to art. 2486 of the Italian Civil Code, which provides for two distinct damage quantification methods, to be applied, in the event of liability action against directors who have ignored the conservative precept (of the integrity and value of the corporate assets) upon the occurrence of a cause of dissolution. In doing so, the legislator intended to aggravate the position of the directors in the so-called “twilight zone”, in the initial emergence of the crisis – in which the theoretical and application contribution of the Common Law doctrine and jurisprudence is significant – inducing them to adopt the precautions and alert measures with which the reform is rich, foreseeing, in the event of non-fulfillment, rigid sanctioning consequences from an economic point of view which it will be difficult to avoid with simple procedural alchemies from now on.

Keywords: Insolvency Code – directors' liability – damages quantification – art. 2486 c.c.

Sommario:

1. Brevi spunti in tema di responsabilità degli amministratori e risarcimento del danno nelle procedure concorsuali - 2. Il dibattito sui criteri di quantificazione del danno nelle azioni di responsabilità in ambito concorsuale e relative criticità - 3. La violazione dell’art. 2486, 2° comma, c.c. e la liquidazione del danno: l’affermarsi del criterio dei c.d. netti patrimoniali di periodo - 4. Le novità introdotte nel Codice della crisi d’impresa - NOTE


1. Brevi spunti in tema di responsabilità degli amministratori e risarcimento del danno nelle procedure concorsuali

Il tema delle azioni di responsabilità che il curatore fallimentare può esercitare nei confronti degli organi di gestione e controllo delle società di capitali è, da sempre, tra i più delicati della materia concorsuale, sia per la particolare problematicità delle questioni connesse alla quantificazione dell’effettivo ammontare del danno risarcibile; sia per la frequenza con la quale i curatori sono chiamati a contemperare, in sede di relazione sulle cause del dissesto, le giuste esigenze di censura delle condotte di mala gestio degli organi societari che potrebbero legittimarne la evocazione in giudizio, con l’incidenza di tali giudizi sui tempi della procedura concorsuale, e con il rapporto costi-benefici, che non può prescindere dalle condizioni patrimoniali dei soggetti da convenire in giudizio [1]. La riforma del diritto societario introdusse l’art. 2394-bis c.c., con il quale si intese accorpare, in una [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. Il dibattito sui criteri di quantificazione del danno nelle azioni di responsabilità in ambito concorsuale e relative criticità

La difficoltà di circoscrivere il perimetro della responsabilità degli amministratori e di individuare nel contempo le condotte asseritamente pregiudizievoli, soprattutto in caso di illecita attività di impresa protrattasi nel tempo, ha finito per rendere più complessa l’operazione di quantificazione del danno, favorendo l’utilizzo da parte della giurisprudenza di merito di criteri non sempre in linea con la funzione prevalentemente riparatoria riconosciuta al risarcimento e più in generale alla responsabilità civile [13]. Sul punto è stato osservato che i principi da cui è retto il risarcimento del danno civile sia che si tratti di inadempimento contrattuale o di illecito aquiliano impongono l’individuazione di un preciso nesso di causalità tra il comportamento illegittimo di cui taluno è chiamato a rispondere e le conseguenze che ne siano derivate nell’altrui sfera giuridica, e [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. La violazione dell’art. 2486, 2° comma, c.c. e la liquidazione del danno: l’affermarsi del criterio dei c.d. netti patrimoniali di periodo

A seguito del lento ma costante declino del criterio del deficit fallimentare, la giurisprudenza [41] ha cercato di elaborare un nuovo criterio di quantificazione del danno da applicare nei casi di indebita prosecuzione dell’attività sociale dopo il verificarsi di un fatto che ha determinato lo scioglimento della società. Si tratta del c.d. criterio dei netti patrimoniali di periodo in base al quale, il danno risarcibile viene individuato nella differenza tra il patrimonio netto fallimentare e quello esistente al momento del verificarsi della causa di scioglimento della società, sicché all’organo gestorio viene imputato non l’intero deficit fallimentare, ma la sola parte riconducibile al mancato tempestivo arresto dell’attività sociale. L’applicazione del predetto criterio ritenuto più conforme [42] ai principi della cau­salità giuridica presuppone però che si determini il momento a [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


4. Le novità introdotte nel Codice della crisi d’impresa

In un quadro ancora denso di ombre che l’intervento delle Sezioni Unite del 2015, suo malgrado, non è riuscito a diradare, si colloca il recente intervento riformatore in materia di procedure concorsuali. Il D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, che ha introdotto il Codice della crisi d’im­presa e dell’insolvenza ha previsto che gli amministratori di società, come l’impren­ditore individuale, dovranno adottare modelli organizzativi e strumenti non solo che consentano di far emergere lo stato di crisi tempestivamente, ma anche in grado di favorire l’adozione di pronte iniziative per porvi rimedio [55]. In particolare l’art. 375 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, rubricato “Assetti organizzativi dell’impresa”, è intervenuto direttamente sul codice civile, aggiungendo un comma all’art. 2086 c.c. [56], di immediata attuazione, che ribadisce questi doveri sul piano degli [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


NOTE

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio