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Appunti sul ruolo del notaio nel codice della crisi (dopo il d.lgs. 17 giugno 2022, n. 83)

Federico Briolini, Professore ordinario di Diritto commerciale nell’Università di Chieti-Pescara

Il lavoro considera alla luce del recente D.Lgs. n. 83/2022 alcuni problemi inerenti all’attività che il notaio può essere chiamato a svolgere nell’ambito del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. In particolare, il saggio analizza dapprima i casi in cui il notaio sia chiamato a verbalizzare la domanda di accesso ad uno degli strumenti di regolazione della crisi e dell’in­solvenza previsti dall’ordinamento, ponendo in luce le novità recate dall’art. 120-bis CCII, in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1023, specie per quanto concerne l’attribuzione in via esclusiva agli amministratori della competenza a decidere il ricorso ad uno di tali strumenti. Successivamente l’attenzione si concentra sul nuovo art. 120-quinquies CCII e sulla tendenziale riduzione degli àmbiti di intervento del notaio, conseguente al principio per cui le modifiche statutarie della società debitrice possono essere direttamente realizzate dal provvedimento giudiziale di omologa dello strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza.

Parole chiave: Codice della crisi – notaio – controllo.

Notes on the role of the notary in the crisis code (after the legislative decree 17 june 2022, no. 83)

The essay considers, in the light of the recent legislative decree 83/2022, some problems inherent to the activity that the notary can be called upon to carry out in the context of the italian crisis and insolvency code. In particular, the essay first analyzes the cases in which the notary is called to verbalize the request for access to one of the crisis and insolvency regulation tools provided for by the law, highlighting the innovations brought about by the new art. 120-bis of the crisis and insolvency code, in implementation of Directive (EU) 2019/1023, especially as regards the exclusive attribution to administrators of the competence to decide on the use of one of these tools. Subsequently, attention is focused on the new art. 120-quinquies of the code and on the tendential reduction of the areas of intervention of the notary, consequent to the principle that the statutory changes of the debtor company can be directly implemented by the judicial provision of homologation of the instrument for regulating the crisis and insolvency.

Keywords: Crisis code – Notary – Control.

Sommario:

1. Premessa. Individuazione dei temi oggetto di analisi - 2. L’intervento del notaio nella fase prodromica all’avvio di uno strumento della regolazione della crisi e dell’insolvenza - 3. (Segue): ulteriori problemi inerenti all’estensione e ai caratteri del controllo notarile - 4. L’intervento del notaio nella fase esecutiva di uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza. Conclusioni - NOTE


1. Premessa. Individuazione dei temi oggetto di analisi

Il titolo del presente contributo richiede, in limine, un chiarimento. Invero, mentre la prima parte replica il titolo di un lavoro apparso, in questa stessa Rivista, pochi mesi dopo l’emanazione del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza [1], e mira quindi a porre in luce i profili di continuità rispetto alle riflessioni svolte in quella circostanza, la seconda vuole invece richiamare l’attenzione sul fatto che l’obiettivo dello scritto è non tanto (tornare a) discutere di problemi già affrontati nel 2019, quanto dar conto – ancorché nei limiti di un’analisi dichiaratamente preliminare e incompleta come quella che ci si appresta a condurre – di alcune possibili ricadute su tali problemi (e non solo) delle ultime modifiche al medesimo codice, con particolare riguardo alle novità risultanti dal D.Lgs. 17 giugno 2022, n. 83, di recepimento della c.d. Direttiva Insolvency [2]. Tanto [continua ..]

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2. L’intervento del notaio nella fase prodromica all’avvio di uno strumento della regolazione della crisi e dell’insolvenza

La rilevanza di queste previsioni ai fini di un discorso relativo al ruolo del notaio potrebbe forse non apparire evidente o immediatamente percepibile. Tuttavia, essa affiora in modo più chiaro se si concentra l’attenzione sulle regole introdotte dal D.Lgs. n. 83/2022 nel corpo del codice della crisi, dando seguito (anche) alle indicazioni risultanti dai precetti testé ricordati. Ed è qui che appunto può essere opportuna – se non si vede male – la distinzione cui prima si accennava, incentrata sul momento nel quale il notaio è chiamato a svolgere il proprio magistero. La prima ipotesi è, come pure si diceva, quella in cui il notaio intervenga nella fase prodromica all’apertura di uno strumento di regolazione della crisi e del­l’insolvenza. A tale momento si riferisce, o per essere più precisi si riferiva l’art. 44, 5° comma, CCII, lì dove disponeva che le società dovessero [continua ..]

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3. (Segue): ulteriori problemi inerenti all’estensione e ai caratteri del controllo notarile

Il secondo profilo di interesse della regola dell’art. 120-bis, 1° comma, CCII riguarda in modo più specifico la posizione e i compiti del notaio. Invero, la nuova disciplina esclude – come detto – la possibilità che costui sia chiamato a verbalizzare la delibera assembleare o la decisione dei soci di accedere a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza, come invece poteva accadere alla stregua (dell’art. 152 L. Fall., prima, e, poi,) dell’art. 265 CCII, all’esito del richiamo fattone dall’originario art. 44, 5° comma, CCII. Non esclude, invece, anzi rende più probabile che in passato l’eventualità che il notaio verbalizzi la decisione degli amministratori di ricorrere ad uno di siffatti strumenti: la formula della norma – «la decisione deve risultare da verbale redatto da notaio» – ha infatti una latitudine tale da indurre a ritenere che il notaio possa [continua ..]

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4. L’intervento del notaio nella fase esecutiva di uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza. Conclusioni

Distinta considerazione va riservata, come si anticipava, all’ipotesi in cui il notaio sia chiamato a prestare la propria attività con riguardo a delibere o a decisioni che attengono a (e sono potenzialmente in grado di ripercuotersi su) l’attuazione di uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza già avviato. Anche qui, invero, emergono dall’ultimo decreto novità non del tutto prive di interesse dal punto di vista del ceto notarile. Il pensiero va essenzialmente a tre norme. La prima di esse è sempre l’art. 120-bis CCII, lì dove stabilisce – al secondo comma – che «ai fini del buon esito della ristrutturazione il piano può prevedere qualsiasi modificazione dello statuto della società debitrice, ivi inclusi aumenti e riduzioni di capitale anche con limitazione o esclusione del diritto di opzione e altre modificazioni che incidono direttamente sui diritti di partecipazione [continua ..]

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NOTE

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