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Le procedure di sovraindebitamento tra dubbi di costituzionalità ed interpretazioni costituzionalmente orientate: riflessioni sistematiche sulle “nuove libertà” procedurali

Luca Boggio, Professore associato di Diritto commerciale nella Link Campus University di Roma

L’ordinanza della Corte offre alcuni interessanti spunti sistematici, perché offre un quadro ricostruttivo del sistema processuale nel quale riconduce le procedure di sovraindebitamento al genus dei procedimenti di giurisdizione volontaria, mutuandone il paradigma procedimentale flessibile, e ravvisa nel succedersi tra tentativo di composizione e liquidazione del patrimonio fasi di un unico procedimento. L’Autore, oltre ad analizzare criticamente le statuizioni della Corte, ne sottolinea le ulteriori conseguenze che potrebbero trarsi in via di interpretazione sia nel campo delle procedure di sovraindebitamento che, più in generale, per le altre procedure collettive regolate dalla legge.

 

The over-indebtness proceedings between constitutionality doubts and constitution-oriented interpretations: some systematic thaughts about the “new freedoms” of procedure

The Court ruling includes some interesting statements, because the judges draw a legal framework for the over indebtedness proceedings characterized by flexible procedural principles and by the unification of voluntary composition and liquidation of the debtor’s assets such as two different stages of a sole proceeding. The Author, while analyzing critically the Court statements, underlines the potential effects that could be derived from the ruling both in the field of over-indebtedness proceedings and, more in general, on all the collective proceedings addressing over indebtedness.

 

MASSIMA : Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 14-quater della L. 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da so­vraindebitamento), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella misura in cui il remittente non ha preso in considerazione la possibilità di qualificare la domanda di conversione nella specie formulata dal debitore quale mera modifica dell’originaria domanda di accordo in quella di liquidazione, ritenendola di conseguenza ammissibile sulla scorta delle norme che disciplinano il rito camerale. PROVVEDIMENTO: (Omissis). 5. L’esame del merito è, tuttavia, precluso da altre ragioni di inammissibilità. Queste prescindono dalla possibilità d’interpretare la specifica norma denunciata secundum constitutionem, in quanto afferiscono piuttosto alla lacunosa ponderazione del complessivo quadro [continua ..]


Commento

Sommario:

1. Il caso giudiziario ed i dubbi di costituzionalità - 2. L’insufficienza delle singole censure di costituzionalità e i margini di convertibilità in procedura liquidatoria nella ricostruzione della Consulta - 3. Notazioni sistematiche a margine della decisione - 4. Qualche corollario concreto in tema di procedura di sovraindebitamento - 5. Uno sguardo ai potenziali riflessi oltre il campo del sovraindebitamento - NOTE


1. Il caso giudiziario ed i dubbi di costituzionalità
A seguito di istanza del debitore sovraindebitato era stato introdotto dinanzi al Tribunale di Lanciano un procedimento volto ad ottenere l’ammissione e la successiva omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti previsto dagli artt. 6, 1° comma, primo periodo, e 7, 1° comma, L. n. 3/2012. La proposta di accordo depositata dal debitore aveva superato il preliminare vaglio giudiziale di ammissibilità, ma non era stata poi approvata dalla maggioranza qualificata dei creditori (ossia da tanti di essi rappresentativi di almeno il sessanta per cento dei crediti), con la conseguenza che l’omologazione, in base all’art. 12, 2° comma, Legge cit., non era stata possibile. Il debitore aveva quindi chiesto la conversione della procedura tesa a raggiungere l’accordo di composizione in quella di liquidazione dei beni di cui agli artt. 14-ter ss. della medesima legge. Tuttavia, a parere del giudice a [continua ..]

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2. L’insufficienza delle singole censure di costituzionalità e i margini di convertibilità in procedura liquidatoria nella ricostruzione della Consulta
La sentenza della Corte costituzionale non risolve direttamente ed espressamente le questioni pregiudiziali poste, ma prende comunque una posizione che, ragionevolmente, dovrebbe condurre ad un definitivo superamento delle questioni stesse, sebbene la motivazione presenti una chiara ambiguità logica. Infatti, per quanto si pronunci per l’inammissibilità della questione pregiudiziale, nel fissare alcuni punti decisivi delinea un quadro ricostruttivo che, per un verso, oscilla – come giustamente messo in luce [3] – tra conversione della procedura in senso stretto e istanza di apertura di una diversa procedura ma nel contesto di un fenomeno di consecuzione e, per altro verso, chiarisce l’ammissibilità di istanze volte a promuovere sia la compositiva che quella liquidatoria [4]. Il fulcro del quesito posto dal Tribunale di Lanciano stava in una visione rigida della struttura procedurale degli strumenti di regolazione della crisi da [continua ..]

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3. Notazioni sistematiche a margine della decisione
La Consulta decide per l’inammissibilità della questione sollevata, ma traccia, come accennato, un quadro ricostruttivo del sistema processuale che merita attenzione anche per gli sviluppi ragionevolmente consequenziali. Il giudice delle leggi, per un verso espressamente riconducendo le procedure di sovraindebitamento al genus dei procedimenti di giurisdizione volontaria e mutuandone il paradigma procedimentale flessibile e per altro verso ravvisando nel succedersi tra tentativo di composizione e liquidazione del patrimonio il dipanarsi di due fasi di un unico procedimento, assegna allo strumento di regolazione concorsuale della crisi del debitore non fallibile una connotazione di unitarietà e di modularità che si riflette su svariati profili di disciplina [15]. Pur nella sintesi di queste note, vediamo quelli di maggior rilievo teorico e pratico anche nella prospettiva dell’attuazione del Codice della Crisi d’Impresa e [continua ..]

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4. Qualche corollario concreto in tema di procedura di sovraindebitamento
La ricostruzione dell’articolazione procedimentale composizione/liquidazione in termini di duplicità di fasi di un unico procedimento istituisce un legame tale da far ravvisare nella pronuncia del decreto di cui all’art. 10, L. n. 3/2012 il solo provvedimento di apertura di tale unico procedimento. Da ciò, innanzi tutto, si può trarre la conclusione che senza dubbio detto decreto debba qualificarsi come “decisione di apertura della procedura d’insolvenza” ai sensi dell’art. 19, par. 1, Regolamento UE n. 848/2015 e che, pertanto, con decorrenza da tale momento debbano spiegarsi gli effetti della procedura ai sensi degli artt. 20 ss. in caso di sovreindebitamento transfrontaliero intra-UE, ivi compresa la preclusione di assoggettamento del debitore in altri Stati membri a procedure che non siano a carattere “secondario”. In secondo luogo, anche qualora si dovesse avverare uno iato temporale – ad esempio – [continua ..]

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5. Uno sguardo ai potenziali riflessi oltre il campo del sovraindebitamento
Come già accennato, l’unitarietà procedurale è suscettibile di giocare un ruolo assai utile altresì nel campo delle start-up innovative, delle imprese agricole e, più in generale, di tutti i soggetti per i quali potrebbe essere in discussione l’assoggetta­bilità al fallimento. Infatti, riconducendo le procedure di sovraindebitamento al genus camerale, si inseriscono queste nel medesimo insieme che accoglie anche le procedure applicabili ai soggetti fallibili (omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, concordato preventivo ed i segmenti procedimentali che conducono a fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria [28]) e con ciò si realizza un’unificazione idonea ad instaurare continuità di percorsi processuali nell’ipotesi che, a fronte della domanda di accesso ad una procedura destinata a soggetto non fallibile, poi si riscontrino i requisiti di [continua ..]

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NOTE

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