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Profili processuali del nuovo sovraindebitamento, tra interventi di riforma e prime applicazioni giurisprudenziali

Lucilla Galanti, Ricercatrice in Diritto processuale civile,
Docente di Teoria generale del processo nell’Università di Firenze

Lo studio si sofferma sui profili processuali del sovraindebitamento interessati dalle ultime riforme, analizzandoli alla luce delle prime applicazioni giurisprudenziali.

 

Procedural rules of the new over-indebtedness proceedings, between legal reforms and first jurisprudential applications

The study focuses on the procedural profiles of over-indebtedness affected by the latest reforms, in the light of the recent jurisprudential applications.

 

Sommario:

1. Gli ultimi interventi di riforma in materia di crisi ed insolvenza e le ripercussioni sulla disciplina del sovraindebitamento - 2. Le modifiche ai presupposti di ammissibilità e la relazione dell’OCC: la nuova rilevanza della meritevolezza del debitore - 3. (Segue): le variazioni al giudizio di ammissione e di omologazione del piano del consumatore - 4. (Segue): lo stato soggettivo del debitore nell’accordo di composizione della crisi - 5. (Segue): la conferma della (tendenziale) irrilevanza dello stato soggettivo del debitore all’interno della liquidazione del patrimonio - 6. Meritevolezza ed esdebitazione - 7. Ulteriori dimensioni della meritevolezza: la “meritevolezza creditoria” - 8. Il requisito oggettivo e soggettivo di applicazione delle procedure nella riformata L. n. 3/2012: l’estensione della nozione di consumatore - 9. (Segue): estensione del debito del consumatore - 10. (Segue): estensione della nozione di consumatore ai soci - 11. (Segue): le prime applicazioni (e complicazioni) processuali - 12. Le nuove «procedure familiari» - 13. Le ultime previsioni del D.L. 24 agosto 2021, n. 118, convertito con modificazioni dalla L. 21 ottobre 2021, n. 147, alla luce di una considerazione conclusiva - NOTE


1. Gli ultimi interventi di riforma in materia di crisi ed insolvenza e le ripercussioni sulla disciplina del sovraindebitamento

Nel percorso di riforma che da tempo stanno attraversando le procedure concorsuali, anche la disciplina del sovraindebitamento è stata nell’ultimo anno oggetto di interventi significativi. Dapprima, in sede di conversione in legge del decreto Ristori [1]: la L. n. 176/2020, che ha convertito con modificazioni il decreto, ha infatti trasposto all’interno della L. n. 3/2012 una parte delle rilevanti novità introdotte per il sovraindebitamento dal c.c.i.i. [2], così da svincolarne le sorti da quelle del Codice e anticiparne, con una scelta particolarmente lungimirante, l’entrata in vigore [3]. Poi, con il D.L. 24 agosto 2021, n. 118 [4], licenziato durante la pausa estiva dalla commissione Pagni [5], e convertito in Legge con modificazioni dalla L. 21 ottobre 2021, n. 147; che, oltre ad aver disposto un nuovo differimento per l’en­trata in vigore del c.c.i.i. al 16 maggio 2022 [6], nel prevedere nuovi [continua ..]

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2. Le modifiche ai presupposti di ammissibilità e la relazione dell’OCC: la nuova rilevanza della meritevolezza del debitore

Con l’intervento di riforma, i presupposti di ammissibilità previsti per il piano del consumatore e per l’accordo di composizione della crisi sono stati modificati, riprendendo le condizioni soggettive ostative alla ristrutturazione dei debiti del consumatore e le condizioni di ammissibilità del concordato minore del c.c.i.i. [9], nel senso di valorizzare la dimensione della meritevolezza del debitore [10]. Ai presupposti già individuati dall’art. 7, 2° comma, della L. n. 3/2012 [11], è infatti stata aggiunta un’ipotesi di inammissibilità quando il debitore, anche consumatore, abbia già beneficiato dell’e­sdebitazione per due volte (nuova lett. d-bis), per il piano del consumatore, quando la situazione di sovraindebitamento sia stata determinata con colpa grave, malafede o frode (nuova lett. d-ter), e per l’accordo di composizione della crisi, quando risultino commessi atti diretti a [continua ..]

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3. (Segue): le variazioni al giudizio di ammissione e di omologazione del piano del consumatore

Fino ad oggi, per poter pervenire all’omologazione del piano del consumatore, il giudice doveva prima valutarne la meritevolezza; doveva infatti escludere che il consumatore avesse assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere, o che avesse colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali [15]. In ragione dell’attuale testo dell’art. 12-bis, 3° comma, invece, il giudice provvede ad omologare il piano, verificata la sua ammissibilità, fattibilità e idoneità ad assicurare il pagamento dei crediti impignorabili, risolta ogni altra contestazione anche in ordine all’effettivo ammontare dei crediti; a tale controllo si aggiunge quello di convenienza, in caso di contestazioni [16], ma il giudice non deve più considerare la meritevolezza [17]. Quest’ultima, che come si è visto [continua ..]

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4. (Segue): lo stato soggettivo del debitore nell’accordo di composizione della crisi

La meritevolezza del debitore, in passato priva di rilievo ai fini dell’accordo di composizione della crisi, trova oggi valorizzazione anche in tale procedimento. Come si è visto, l’attuale testo dell’art. 7, 2° comma, lett. d-quater), prevede che la proposta sia inammissibile quando il debitore abbia compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori [31]; e, soprattutto, anche per l’accordo di composizione è stata introdotta una relazione dell’OCC, in cui si deve dar conto di elementi analoghi a quelli previsti per il piano del consumatore, tra cui, in particolare, delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le obbligazioni nonché delle ragioni dell’incapacità di adempierle [32]. Il controllo quanto meno indiretto della meritevolezza del debitore, che viene in questo modo ad attuarsi, si trova però snaturato dalla sua funzione; in tale [continua ..]

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5. (Segue): la conferma della (tendenziale) irrilevanza dello stato soggettivo del debitore all’interno della liquidazione del patrimonio

Rispetto alla liquidazione del patrimonio, già nel testo pregresso si prevedeva che la relazione dell’OCC dovesse dar conto, per il debitore persona fisica, delle cau­se di indebitamento e della diligenza impiegata nell’assumere le obbligazioni, oltre che delle ragioni dell’incapacità di adempiere. A seguito della riforma, semmai, la valutazione di meritevolezza risulta in tale contesto affievolita, corrispondentemente all’attenuazione dell’ottica beneficiale che caratterizzava la procedura e alla valorizzazione della preponderante finalità di soddisfazione del ceto creditorio [36]. La finalità satisfattiva della procedura risulta ancora più evidente nelle previsioni del c.c.i.i. non trasposte all’interno della L. n. 3/2012, e, in particolare, della gradualità di iniziative per l’accesso alla procedura: nel c.c.i.i. si era introdotta la legittimazione concorrente dei creditori in caso di [continua ..]

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6. Meritevolezza ed esdebitazione

Anche rispetto alla liquidazione del patrimonio, però, la meritevolezza assume una dimensione accentuata se si considera la possibilità di ottenere il beneficio della liberazione dai debiti residui; la meritevolezza del debitore si pone infatti alla base delle condizioni in presenza delle quali è possibile giungere all’esdebitazione [42], sia nella forma “ordinaria”, già in passato presente nella L. n. 3/2012, sia nella nuova forma di esdebitazione del debitore incapiente [43]. Mentre per le procedure fondate sull’accordo con i creditori un effetto esdebitativo è intrinseco al buon esito della procedura [44], rispetto alla liquidazione del patrimonio l’esdebitazione trovava fino ad oggi disciplina nell’art. 14-terdecies, quale possibile «appendice» della procedura di liquidazione del patrimonio, determinando la liberazione dai debiti residui qualora fossero stati soddisfatti, almeno in [continua ..]

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7. Ulteriori dimensioni della meritevolezza: la “meritevolezza creditoria”

A seguito dell’intervento di riforma, la meritevolezza si trova declinata anche rispetto allo stato soggettivo dei creditori, i quali devono ora prestare particolare attenzione a non porre in essere condotte che si rivelino concausa del sovraindebitamento; come già previsto anche dal c.c.i.i., il creditore che abbia colpevolmente determinato o aggravato l’indebitamento, oppure, nel caso di debitore consumatore, abbia violato il merito creditizio, non può proporre opposizione o reclamo in sede di omologa né contestare inammissibilità non dolose [51]. Al di là della sanzione processuale così inflitta al creditore non meritevole [52], dalla valutazione del creditore parrebbe trapelare uno «speculare» giudizio sulla condotta del debitore [53]. Nelle prime applicazioni giurisprudenziali emerge infatti che la colpa (o il concorso di colpa) del creditore nella causazione o nell’aggravamento [continua ..]

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8. Il requisito oggettivo e soggettivo di applicazione delle procedure nella riformata L. n. 3/2012: l’estensione della nozione di consumatore

Rispetto ai requisiti di accesso al sovraindebitamento, anche a seguito della riforma resta invariato il profilo oggettivo: l’art. 6, 2° comma, lett. a) della L. n. 3/2012 continua infatti a definire il sovraindebitamento come «la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente». Non è dunque stata recepita la variazione prevista dall’art. 2, lett. c), c.c.i.i., che si riferisce al sovraindebitamento come allo stato «di crisi o di insolvenza» del consumatore, del pro­fessionista, dell’imprenditore minore, dell’imprenditore agricolo, delle start-up innovative e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure [continua ..]

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9. (Segue): estensione del debito del consumatore

La portata della nozione di consumatore risulta ampliata innanzitutto rispetto al debito che è consentito comporre tramite le procedure di sovraindebitamento. L’art. 6, lett. b) – sempre sulla falsariga di quanto già previsto dal c.c.i.i. – identifica ora il consumatore nella persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta; senza, cioè, circoscrivere più il consumatore alla persona fisica che abbia «assunto» obbligazioni «esclusivamente» per scopi estranei a tale attività. La modifica così intervenuta si inserisce nel dibattito relativo alla possibilità di considerare consumatore anche il debitore con un debito c.d. promiscuo. Un arresto di legittimità del 2016, infatti, aveva ritenuto che la nozione di consumatore non si riferisse necessariamente ad una persona priva di relazioni [continua ..]

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10. (Segue): estensione della nozione di consumatore ai soci

Come si è anticipato, la nozione di consumatore è stata estesa anche ai soci: repli­cando quanto previsto dal c.c.i.i., l’art. 6, lett. b) della L. n. 3/2012 specifica oggi che consumatore può essere il socio persona fisica di s.n.c., s.a.s. e s.a.p.a., per i debiti estranei a quelli sociali. Trova così risposta normativa l’accesso alle procedure di sovraindebitamento per il socio illimitatamente responsabile di società fallibile, in adesione all’orienta­mento giurisprudenziale che già si era posto in tal senso, seppure in termini non univoci [66]. La soluzione più restrittiva, infatti, escludeva che il socio illimitatamente responsabile di società fallibile, suscettibile di incorrere nell’estensione del fallimento sociale ai sensi dell’art. 147 L. Fall., potesse accedere a una procedura di sovraindebitamento; ciò in ragione di un principio di necessaria alternatività, [continua ..]

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11. (Segue): le prime applicazioni (e complicazioni) processuali

Di fronte alla procedura di sovraindebitamento sociale che vada a ripercuotersi sul socio rispetto al debito di cui sia tenuto a rispondere illimitatamente, e alla possibile coesistenza di una procedura di sovraindebitamento del socio e della società, o di una procedura di sovraindebitamento del socio ed una procedura sociale “maggiore”, risultano evidenti i profili di “complicazione” processuale, in parte già presi in considerazione dalla giurisprudenza, in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni [72]. In mancanza di disposizioni specifiche, la giurisprudenza si è, infatti, soffer­mata sull’individuazione della competenza, rispetto alla quale si è affermato un principio di prevenzione temporale: di fronte ad una procedura di liquidazione della società, i cui effetti si estendano ai soci illimitatamente responsabili, la procedura resta incardinata dinanzi al giudice prioritariamente adito [73]. [continua ..]

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12. Le nuove «procedure familiari»

Particolare rilevanza assume poi, sotto il profilo processuale, la previsione al­l’interno della riformata L. n. 3/2012 delle nuove «procedure familiari». Di fronte al verificarsi di fenomeni di propagazione e di indebitamento a catena del debitore civile [78], l’art. 7-bis ha infatti introdotto una disciplina per il sovraindebitamento dei membri di una stessa famiglia, estensivamente considerati, comprendendo, oltre ai coniugi, alle parti di un’unione civile e ai conviventi, anche i parenti entro il IV grado e gli affini entro il II [79]. Il sovraindebitamento familiare è stato disciplinato in due distinte forme. Innanzitutto, si è prevista la possibilità di accedere ad una procedura unica [80]: i membri di una stessa famiglia possono infatti oggi presentare una domanda, sottoponendo un progetto unitario di risoluzione della crisi, in presenza di una condizione alternativa, se siano conviventi o se il [continua ..]

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13. Le ultime previsioni del D.L. 24 agosto 2021, n. 118, convertito con modificazioni dalla L. 21 ottobre 2021, n. 147, alla luce di una considerazione conclusiva

La rilevanza delle procedure di sovraindebitamento, soprattutto nella crisi determinata dall’attuale periodo emergenziale, è stata da ultimo ribadita con l’inter­vento di agosto. Il D.L. n. 118/2021, convertito con modificazioni dalla L. n. 147/2021 [92], in materia di sovraindebitamento ha previsto, per le imprese sotto soglia, la possibilità di avvalersi della ristrutturazione dei debiti o della liquidazione dei beni tra le possibili alternative per superare la condizione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che ne renda probabile la crisi o l’insolvenza. Ai sensi dell’art. 17, l’imprenditore commerciale e agricolo che possiede congiuntamente i requisiti di cui all’art. 1, 2° comma, L. Fall., e che si trovi in tale stato di squilibrio, può chiedere la nomina di un esperto indipendente quando risulti ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa. Quando viene individuata una [continua ..]

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NOTE

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