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I sistemi di allerta della riforma Rordorf. Nuove prospettive per le s.r.l.

Erica Cappuccio, Dottore di Ricerca nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

 Il lavoro valuta i nuovi spunti di indagine emersi a seguito della riforma “Rordorf” sul dibattito, ancora attuale, del diritto di informazione e controllo del socio di s.r.l. Nel diritto societario e dei mercati finanziari, in particolare, l’obbligo di trasmettere notizie e dati è lo strumento utilizzato massimamente dal legislatore perché permette di contemperare i diversi interessi di chi opera. Il diritto d’informazione, con i suoi necessari corollari, mantiene inalterata la propria leadership anche nelle società a responsabilità limitata.

Il legislatore continua coerentemente a seguire la strada tracciata anche con il D.Lgs. n. 14/2019 in cui si sottintende il ruolo profondamente significativo lasciato all’informazione. Al centro della riforma vi sono le procedure di allerta, istituto di nuovo conio per l’ordinamento italiano. Analizzando la materia, lascia particolarmente perplessi la circostanza che nella disciplina degli strumenti di allerta non vi sia alcun riferimento alla possibilità che ad attivarsi in funzione di segnalazione della crisi sia un rappresentante dei lavoratori o, possibilità particolarmente significativa, un socio.

Vengono, in tal modo, sottolineate le criticità che permangono a seguito dell’intervento legislativo del 2019 che mostrano un deficit di coordinamento allo scopo di impedire la crisi in via preventiva. Non sembra, infatti, trascurabile il rilievo del quotista nell’attivare tutte le procedure necessarie per impedire che determinati comportamenti dell’organo gestorio, o vicissitudini oggettive dell’anda­mento economico, possano condurre la società al fallimento.

Alert systems in the “rordorf” reform. New perspectives for the limited liability companies

The article evaluates the new questions that emerge after the “Rordorf” reform about the debate, still current, on the right to information and control of the stakeholder of limited liability companies. In company and financial market law, in particular, the obligation to transmit news and data is the most used instrument by the legislator because it allows to balance the different interests of those who operate. The right to information, with its necessary corollaries, maintains its leadership even in limited liability companies.

The legislator continues to follow the path traced also with the legislative decree n. 14/2019, which implies the deeply significant role of the information. At the center of the reform there are the alert procedures, newly instituted for the Italian legal system. Analyzing the matter, it is particularly perplexing that in the discipline of alert tools there is no reference to the possibility that a worker’s representative or, particularly significant possibility, a stakeholder may take action to report the crisis.

In this way, are highlighted the critical issues of the 2019 legislative intervention, which show a coordination deficit in order to prevent the company’s crisis. In fact, the importance of the stakeholder in activating all the necessary procedures to prevent certain behavior of the management body, or objective vicissitudes of the economic trend, from leading to bankruptcy, does not seem negligible.

Keywords: Rordorf commission – alert systems – right to information – alert procedures – directors' liability

Sommario:

1. Il ruolo dell’informazione nella disciplina delle società: considerazioni introduttive - 2. Il ruolo del socio nel nuovo Codice della Crisi d’Impresa - 3. I poteri informativi del socio - 4. La responsabilità degli amministratori: vecchi e nuovi scenari - 5. Osservazioni conclusive - NOTE


1. Il ruolo dell’informazione nella disciplina delle società: considerazioni introduttive

L’informazione è presupposto di qualunque multiforme attività antropica; è conoscenza e, nel suo ampio significato, attiene a diversificati profili della realtà sensibile avendo, per sua natura, una “flessibilità polisemica ricca d’implicazioni e direzioni” [1]. Essa ritrova, nella società moderna, l’humus più fertile per crescere, agevolata dalle tecnologie ad essa connesse. Dal punto di vista del giurista e dell’economista, la comunicazione concorre a ristabilire quell’equilibrio che consente di pervenire alla composizione di rapporti economici all’interno di una realtà sociale frammentata e complessa. Nel diritto societario e dei mercati finanziari, in particolare, l’obbligo di trasmettere notizie e dati è lo strumento utilizzato massimamente dal legislatore perché permette di contemperare i diversi interessi di chi opera nel mercato. In [continua ..]

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2. Il ruolo del socio nel nuovo Codice della Crisi d’Impresa

La riforma Rordorf ha apportato importanti novità in tema di procedure concorsuali, prevedendo l’introduzione di misure flessibili “che limitino l’intervento del giudice ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali” [10]. La novella legislativa ha come ratio ispiratrice quella di favorire la ristrutturazione immediata di quelle imprese che possono ancora efficacemente risollevarsi, in modo da impedirne il fallimento. Evitare la liquidazione costituisce, certamente, un vantaggio per l’intero sistema economico: un’impresa, anche se in momentaneo stato di squilibrio finanziario, d’altra parte, immette liquidità nel mercato e favorisce il lavoro subordinato. Inoltre, fatto di maggior rilievo è il tentativo di garantire la solvibilità dei creditori, che in questo modo hanno quantomeno la “speranza”, presto o tardi, di [continua ..]

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3. I poteri informativi del socio

Per comprendere i rilievi critici mossi al nuovo Codice per il ruolo secondario riservato al socio, pare opportuno ripercorrere l’iter legislativo che aveva portato gli interpreti, fino a questo momento, ad assegnare al quotista una posizione privilegiata rispetto agli altri membri della società. Come si è avuto modo di anticipare, la posizione di tale soggetto all’interno dell’impresa ha assunto una veste completamente nuova solo nel 2003, quando il legislatore ha allargato, in maniera rilevante, le trame dei già predisposti [18], anche se in maniera meno ampia, poteri ispettivi e cognitivi del quotista. A seguito del D.Lgs. n. 6/2003, infatti, al socio è stato riconosciuto il diritto di rivolgere direttamente agli amministratori domande inerenti a qualunque aspetto della gestione sociale, facendosi salva la possibilità di richiedere l’intervento del collegio sindacale, se [continua ..]

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4. La responsabilità degli amministratori: vecchi e nuovi scenari

Con il nuovo Codice della Crisi d’Impresa, come detto, si pone l’accento sulla responsabilità degli amministratori che rispondono verso i creditori quando il patrimonio sociale risulti insufficiente alla soddisfazione dei loro crediti. Aumentano, quindi, gli obblighi dell’organo gestorio che, in presenza di fattori di crisi, deve affrontare tempestivamente gli sbilanciamenti aziendali attivando senza indugio l’OCRI, ovvero avviando le nuove procedure deflattive previste al fine di frenare le problematicità economicamente pericolose per la società. Ci si accorge, dunque, che la posizione degli amministratori viene aggravata da un nuovo “peso”: “i gestori sono tenuti ad un puntuale e costante monitoraggio delle condizioni di impresa, sono obbligati a tenersi aggiornati, devono agire in modo informato ed acquisire i necessari flussi cognitivi per intervenire preventivamente nel tentativo di recupero della [continua ..]

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5. Osservazioni conclusive

È importante soffermarsi a questo punto sul ruolo del socio di s.r.l. all’appros­simarsi della crisi perché se è certamente ammessa la deviazione in melius dei poteri di informazione e di controllo [80], occorre, infine, chiedersi se la riforma Rordorf abbia apportato nuova linfa al dibattito relativo alla derogabilità in peius [81] del disposto dell’art. 2476, 2° comma, c.c. [82]. Già prima dell’attuazione del D.Lgs. n. 14/2019 [83] il vuoto normativo era la dimostrazione che non si intendeva prendere posizione sulla validità di un patto volto a circoscrivere o ad escludere le prerogative di controllo riconosciute al socio; l’ela­sticità normativa è sempre stata considerata implicita data la mancanza di un’espres­sa statuizione che disponesse in maniera alternativa, ovvero di chiari e concordi indizi dai quali desumere una [continua ..]

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NOTE

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