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Riflessioni intorno all´impatto del covid-19 sulle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento dei soggetti non fallibili

Pasquale Pirone, Dottorando di ricerca nell’Università degli Studi “Parthenope” di Napoli

Con i due decreti di seguito annotati, il Tribunale di Napoli ha ritenuto accoglibile l’istanza di modifica dei termini di adempimento delle obbligazioni assunte con il piano del consumatore, motivata sulla base della crisi di liquidità in cui sia incorso il proponente per effetto della pandemia di COVID-19, anche quando detta istanza sia stata formulata prima dell’omologazione, come nel caso della fattispecie attenzionata nel primo dei due provvedimenti. Ad avviso dei giudici partenopei, inoltre, tale richiesta, avendo ad oggetto il solo profilo temporale dell’adempimento degli obblighi dedotti nel piano da parte del consumatore, può essere processata dal magistrato senza che all’uopo si renda necessaria la convocazione dei creditori. Le due pronunce in esame sollecitano più ampie riflessioni a proposito delle ripercussioni dell’emergenza economica subentrata a quella sanitaria da Coronavirus sulle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento dei soggetti non fallibili, siano esse ancora pendenti alla data in cui si scrive, omologate o future. L’autore del presente contributo, in quest’ottica, si propone di saggiare la capacità del reticolo di norme emergenziali e non in materia di sovraindebitamento di far fronte alle attuali contingenze, ricercando soluzioni (anche ispirate a più generali principi ordinamentali) in grado di colmare eventuali lacune normative.

With both decrees under scrutiny, the Court of Naples considered the instance aimed to modify the deadline of fulfillment of a consumer plan as originally fixed admissible, if motivated in light of the sudden liquidity crisis caused by the COVID-19 pandemic, regardless of the moment – be­fore or after the approval of the plan – that instance has been submitted. Additionally, in the opinion of the Court, the instance at issue, concerning only the time limits of fulfillment of the obligations deducted in the plan by the consumer, does not require a new creditors’ meeting. These two pronunciations encourage wider reflections with regard to the aftermaths of Coronavirus crisis on pending, approved, as well as future over-indebtedness crisis settlement procedures. In this perspective, the author of this paper intends to test the capacity of emergency and non-emergency provisions to face the current economic hardships, trying to find potential solutions (even inspired by more general principles of the legal order) to be able to close any possible gaps in legislation.

Keywords: Covid 19 – over-indebtedness crisis settlement procedures – overindebtedness 

I TRIBUNALE DI NAPOLI, SEZ. VOLONTARIA GIURISDIZIONE, 3 APRILE 2020 Est. N. Graziano (Artt. 13, 4°-ter comma e 14-bis, 2° comma, lett. b), L. n. 3/2012; art. 91, D.L. n. 18/2020; artt. 1218 e 1223 c.c.) Ricorrono, ancorché domandato nelle more del giudizio di omologazione, i presupposti per il differi­mento del termine iniziale di esecuzione del piano del consumatore a data diversa rispetto a quella ori­ginariamente proposta, dovendosi ritenere accoglibile l’istanza motivata sull’impossibilità sopravvenuta dell’esatto adempimento nei termini come dapprima fissati (fattispecie in cui il consumatore pro­ponente il piano era stato messo in cassa integrazione per effetto della normativa contenuta nel decreto c.d. “Cura Italia”).   II TRIBUNALE DI NAPOLI, SEZ. VII CIVILE, 17 APRILE 2020 Est. L. De Gennaro (Artt. 13, 4°-ter comma e 14-bis, 2° comma, lett. b), L. n. 3/2012; art. 91, D.L. n. 18/2020; art. 9, [continua ..]


Commento

Sommario:

1. Note introduttive - 2. L’art. 9, D.L. n. 23/2020 e la gestione del fatto sopravvenuto - 3. La legge sul sovraindebitamento nel contesto emergenziale - 4. Procedure concorsuali e comunanza di principi. Il ricorso all’analogia - 5. Piani e accordi già omologati tra D.L. n. 23/2020 e L. n. 3/2012. Il ruolo della buona fede - 6. Meritevolezza del consumatore ed emergenza pandemica: un falso pro­blema - 7. Emergenza pandemica, differimento dell’entrata in vigore del Codice della crisi e procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento - 8. Considerazioni finali - NOTE


1. Note introduttive
I due provvedimenti riportati in epigrafe, il cui contenuto sarà ripercorso nelle pagine che seguono, si prestano a più ampie considerazioni in ordine all’impatto del­l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e della crisi di liquidità generalizzata che ne è derivata sulle procedure di composizione del sovraindebitamento, inducendo l’interprete a meditare sulla congruità di talune scelte del legislatore (emergenziale e non) e ad investigare soluzioni capaci di sopperire a lacune di non poco momento. Al fine di contenere la propagazione del contagio, la decretazione d’urgenza, oltre che limitare la libertà di circolazione degli individui, ha disposto la sospensione di gran parte delle attività produttive: factum principis, questo, che ha determinato l’a­blazione della sovente unica fonte di reddito di un cospicuo numero di famiglie. Il legislatore, per l’effetto, è stato chiamato ad uno [continua ..]

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2. L’art. 9, D.L. n. 23/2020 e la gestione del fatto sopravvenuto
Principiando dall’art. 9, D.L. n. 23/2020, coglie nel segno il secondo dei provvedimenti in annotazione nella parte in cui afferma questo avrebbe dato ingresso nel diritto della crisi d’impresa, tipizzandolo, al fatto sopravvenuto non imputabile a nessuna delle parti; secondo, tra l’altro, una «logica-manifesto di rassicurazione generale» [2], esordendo con un comma dedicato a procedure già omologate, per poi passare ad occuparsi di quelle in corso di svolgimento. Ai sensi del 1° comma, «i termini di adempimento dei concordati preventivi, degli accordi di ristrutturazione, degli accordi di composizione della crisi e dei piani del consumatore omologati aventi scadenza in data successiva al 23 febbraio 2020 sono prorogati di sei mesi» [3]. Essi, dunque, sono ope legis procrastinati di un semestre, non necessitandosi in altre parole di alcun vaglio giudiziale circa la relazione tra pandemia di COVID-19 e omesso rispetto [continua ..]

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3. La legge sul sovraindebitamento nel contesto emergenziale
Si passino ora in rassegna le disposizioni della L. n. 3/2012 invocabili per rimediare alla lacuna normativa del decreto Liquidità, che, si è anticipato, accanto alle procedure di concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, all’art. 9 ha preso in considerazione la sola incidenza dello shock esogeno sulle procedure del sovraindebitamento già omologate, serbando, tuttavia, il silenzio in riferimento a quelle attualmente pendenti. Per quanto concerne la fase antecedente all’ammissione alle diverse procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento, mette conto richiamare l’art. 9, 3°-ter comma, a norma del quale il giudice può concedere un termine perentorio non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni alla proposta – di accordo di composizione della crisi o di piano del consumatore – e produrre nuovi documenti. Tale disposizione consente al debitore di ricalibrare la proposta [continua ..]

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4. Procedure concorsuali e comunanza di principi. Il ricorso all’analogia
Va ora verificata l’applicabilità in via analogica del 2° e 3° comma dell’art. 9, decreto legge Liquidità alle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Ciò per testare, innanzitutto, se, nei termini che saranno appresso illustrati, l’art. 9, 3° comma, D.L. n. 23/2020 possa forgiare l’applicazione dell’art. 13, 4°-ter comma, cit.; nonché per stabilire se possa ricorrersi all’art. 9, commi 2 e 3, decreto legge Liquidità – da applicare alla stregua delle coordinate ermeneutiche poc’anzi tracciate – per gestire le ripercussioni dell’emergenza su una procedura di sovraindebitamento aperta ma non già omologata, dato che, a ben vedere, al governo dei fatti occorsi tra l’ammissione e l’omologazione la L. n. 3/2012 non dedica disposizione di sorta. Proprio con quest’ultima criticità ha dovuto confrontarsi il Tribunale di Napoli nel [continua ..]

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5. Piani e accordi già omologati tra D.L. n. 23/2020 e L. n. 3/2012. Il ruolo della buona fede
L’art. 9, 3° comma, decreto legge Liquidità contempla una moratoria la cui ratio va ricercata nel principio di buona fede contrattuale, che, come osservato dalla giurisprudenza di merito, viene tipizzato dal legislatore quale diritto del contraente ad introdurre in via unilaterale modifiche vincolanti al contenuto del contratto – nel solco, del resto, di quanto previsto anche dagli artt. 88 e 88-bis del decreto legge Cura Italia, derogatori della disciplina dell’impossibilità sopravvenuta malgrado il richia­mo all’art. 1463 c.c. –, funzionali alla tutela di un suo specifico interesse e non lesive di quello della controparte [11]. In questo senso, allora, come osservato dal Tribunale di Napoli nel decreto del 17 aprile 2020, l’art. 9, 3° comma, decreto legge Liquidità, quale proiezione di un più generale principio, potrebbe, mediante il viatico dell’analogia iuris, forgiare l’appli­cazione [continua ..]

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6. Meritevolezza del consumatore ed emergenza pandemica: un falso pro­blema
Ai sensi dell’art. 12-bis, 3° comma, L. n. 3/2012, il giudice omologa il piano «quando esclude che il consumatore ha assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere ovvero che ha colposamente determinato il sovra­indebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali». Ci si è, allora, domandati se la circostanza che il consu­matore siasi indebitato per fare fronte alla crisi economica post-pandemia – con ogni probabilità, perciò, contraendo debiti nella consapevolezza della quasi certa futura incapacità di ripianarli – sarà o meno in grado di menomare la sua aspettativa di vedere omologato il piano da lui presentato. Il rapporto, però, tra shock esogeno, sovraindebitamento (necessariamente) consapevole e immeritevolezza del consumatore costituisce un falso problema. L’art. 12-bis, L. n. 3/2012, difatti, [continua ..]

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7. Emergenza pandemica, differimento dell’entrata in vigore del Codice della crisi e procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento
Accogliendo l’appello di buona parte della comunità scientifica, l’art. 5 del decreto Liquidità ha differito dal 16 agosto 2020 al 1° settembre 2021 l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza [15]. Ad opinione dell’autore del presente contributo, tuttavia, sarebbe il caso che alcune norme dedicate al sovra­indebitamento entrino in vigore fin da subito. Considerato, invero, che il panorama de­gli operatori economici italiano si compone soprattutto di soggetti esclusi dalle procedure concorsuali maggiori, l’immediata operatività di talune disposizioni sul sovraindebitamento recate dal nuovo Codice costituirebbe un utile strumento per fronteggiare i riverberi del COVID-19 sul tessuto socio-economico. L’art. 66 CCII, ad esempio, autorizza i membri della stessa famiglia a confezionare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento quando sono conviventi o [continua ..]

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8. Considerazioni finali
La tendenza che va profilandosi negli ultimi anni è quella di favorire il buon esito delle procedure di composizione del sovraindebitamento. Lo conferma l’art. 69, 1° comma, CCII, che, relegando le condizioni soggettive preclusive dell’ammissione del consumatore alla relativa procedura entro le strettoie di un sovraindebitamento provocato con colpa grave, malafede o frode, gli spiana la strada dell’esdebitazione. Parimenti è a dirsi con riguardo al 2° comma dell’art. 69 e all’art. 80, 4° comma, CCII, i quali escludono il diritto del creditore che abbia colpevolmente determinato o aggravato la situazione di sovraindebitamento di opporsi anche se dissenziente al­l’omologa, e, pertanto, rimuovono un potenziale ostacolo alla parziale ma definitiva liberazione del sovvenuto. La filosofia che anima le procedure concorsuali è, ormai, quella tesa promuovere una second chance – principio, questo, che trova [continua ..]

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NOTE

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