Il contributo propone un modello interpretativo delle procedure di insolvenza fondato sul paradigma della sostenibilità, intesa come categoria giuridica capace di connettere continuità aziendale, equità sociale e responsabilità ambientale. L’analisi, condotta in chiave comparata, mostra come la sostenibilità costituisca oggi un parametro imprescindibile ...
di Stefania Pacchi, Professore ordinario di Diritto Commerciale – Università Carlos III Madrid
Il lavoro affronta il problema del grado da riconoscere, in sede di ammissione al passivo, alla pretesa del terzo in seguito alla revoca del pagamento di un credito privilegiato. In particolare, dopo aver esaminato alcuni limiti funzionali e sistematici degli orientamenti che ammettono il diritto del terzo di insinuarsi con la medesima prelazione che assisteva il credito prima della revoca, ...
di Stefano Pugliese, Dottorando di ricerca in diritto commerciale – Sapienza Università di Roma
La giurisprudenza configura l’operazione di fusione alla stregua di un fenomeno dal carattere estintivo e coerentemente ritiene altresì ammissibile la liquidazione giudiziale della società incorporata. L’analisi di quest’orientamento, tuttavia, fa emergere taluni profili di perplessità, sia in punto di concreta applicazione dello stesso che di tenuta ...
di Angela Ricciardi, Dottore di Ricerca in Scienze Giuridiche – l’Università degli Studi di Salerno
Il contributo analizza la nozione di società a controllo pubblico alla luce del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (d.lgs. n. 175/2016), con specifico riguardo ai suoi riflessi nell’ambito del diritto della crisi e dell’insolvenza. Muovendo dal complesso intreccio definitorio contenuto nell’art. 2 TUSPP, l’indagine si concentra sulla ...
di Maurizio Bianchini, Professore associato di diritto commerciale – Università di Padova
La relazione affronta il tema della rilevanza della sostenibilità nell’ambito della disciplina della crisi dell’impresa, distinguendo tra sostenibilità economica, nelle due forme della sostenibilità dei costi e dei debiti, e fattori ESG, e approfondendo, nell’ambito di questi ultimi, il tema degli assetti, la posizione dei lavoratori e la tutela ...
di Giuseppe Ferri jr, Professore ordinario di Diritto commerciale – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
L’articolo esamina le varie questioni relative alla pubblicazione nel registro delle imprese degli accordi di ristrutturazione dei debiti, sia relativamente alla disciplina della legge fallimentare sia con riguardo al regime del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
di Carlo Trentini, Avvocato in Verona
Il commento si sofferma sulla capacità del debitore a seguito dell’apertura del fallimento (oggi, della liquidazione giudiziale) e sulla corrispettiva legittimazione processuale di cui è investito il curatore. In particolare, si interroga sulle conseguenze che, nel caso di specie, ne ha tratto la Suprema Corte in riferimento al giudizio di cassazione.
di Lucilla Galanti, Ricercatrice in diritto processuale civile e docente di Teoria Generale del Processo, Università di Firenze
I due provvedimenti in epigrafe convergono nel senso che la sentenza emessa all’esito del giudizio di reclamo non è idonea a sostituire la sentenza di fallimento (e ora di apertura della liquidazione giudiziale) che non sia passata in giudicato in virtù dell’estinzione del giudizio di rinvio disposto dalla Cassazione. Il commento adesivo analizza il tema alla luce ...
di Maria Carolina Fimmanò, Dottoranda di ricerca – Università degli studi del Molise
Il diritto della crisi moderno prevede per chi intenda ristrutturarsi percorsi “a schema libero”, con scarsi incentivi ad intervenire sulla crisi precocemente. Tuttavia, là dove si ricorra alla composizione negoziata dopo la mancata esecuzione di un concordato preventivo, non è possibile funzionalizzare le trattative all’adozione di uno strumento regolatorio della ...
di Danilo Galletti, Ordinario di Diritto commerciale – Università di Trento
Le pronunce in commento, rese nell’ambito di due distinti giudizi di opposizione allo stato passivo, negano l’attribuzione del privilegio ex art. 2751-bis, n. 2), c.c. ai crediti retributivi dei procuratori sportivi opponenti. La necessaria collocazione di tali crediti al rango chirografario viene sostenuta sulla base di motivi strettamente contingenti – segnatamente, la mancata ...
di Enrico Guglielmucci, Avvocato in Trieste