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Le ipotesi di soluzione concordata nell'ambito della procedura di composizione assistita della crisi d'impresa

Giovanni Battista Fauceglia, Dottore di ricerca nell’Università degli Studi di Salerno

Il contributo intende focalizzarsi sui rapporti tra la composizione assistita della crisi dinanzi all’Organismo di composizione della crisi d’impresa, introdotto dal nuovo “Codice della Crisi e del­l’Insolvenza” e gli strumenti concorsuali di soluzione negoziale della crisi d’impresa, indagandone le affinità dei profili e le criticità di coordinamento tra le rispettive discipline.

The opinion analyses the relationships between the role played by the “OCRI”, the new supervisory body introduced by the italian “crisis and insolvency code”, and the negotiation procedu­res for a solution of the business crisis, investigating the affinities of the profiles and the coordination problems between the respective disciplines.

Keywords: Insolvency Code – body for the composition of the crisis – assisted composition of the crisis – assisted composition

Sommario:

1. La composizione della crisi nel procedimento di cui all’art. 19 del “Co­dice della Crisi e dell’Insolvenza” e la convenzione di moratoria - 2. L’accordo raggiunto con i creditori e la produzione degli stessi effetti de­gli accordi che danno esecuzione al piano attestato - 3. Gli altri strumenti di soluzione della crisi e l’interferenza con la procedura svolta innanzi al Collegio. Cenni - 4. Le iniziative da assumere su sollecitazione del Collegio (art. 18, 4° comma, CCII) - NOTE


1. La composizione della crisi nel procedimento di cui all’art. 19 del “Co­dice della Crisi e dell’Insolvenza” e la convenzione di moratoria

Nel procedimento di composizione assistita della crisi, così come regolato nel D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 [1], la disposizione di cui all’art. 19 del “Codice della Crisi e dell’Insolvenza d’Impresa” menziona le ipotesi di soluzioni concordate della crisi d’impresa, collegandovi diversi effetti a seconda dell’esito. Più in particolare, il 1° comma della nuova disposizione “codicistica” prevede espressamente che, «su istanza del debitore, formulata anche all’esito dell’audizione di cui all’art. 18, il collegio fissa un termine non superiore a novanta giorni, prorogabile fino ad un massimo di ulteriori novanta giorni solo in caso di positivi riscontri delle trattative, per la ricerca di una soluzione concordata della crisi dell’impresa, incaricando il relatore di seguire le trattative» [2]. Orbene, il riferimento legislativo alla «soluzione concordata» [continua ..]

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2. L’accordo raggiunto con i creditori e la produzione degli stessi effetti de­gli accordi che danno esecuzione al piano attestato

Altra possibile criticità applicativa emerge poi dalla lettura dell’art. 19, 4° comma, CCII, a norma del quale «l’accordo raggiunto con i creditori deve avere forma scritta, è depositato presso l’organismo e non è ostensibile a soggetti diversi da coloro che lo hanno sottoscritto. L’accordo produce gli stessi effetti degli accordi che danno esecuzione al piano attestato di risanamento e, su richiesta del debitore e con il consenso dei creditori interessati, è iscritto nel registro delle imprese». Trattasi di un peculiare strumento di composizione negoziale della crisi che conserva una propria autonomia rispetto al piano attestato di risanamento e agli accordi in sua esecuzione, ex art. 56 CCII, al quale viene parificato solo per gli effetti. Sembra doversi innanzitutto evidenziare che anche questo strumento si iscrive nel contesto del procedimento innanzi al Collegio, posto che esso deve essere preceduto [continua ..]

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3. Gli altri strumenti di soluzione della crisi e l’interferenza con la procedura svolta innanzi al Collegio. Cenni

Al 3° comma, la disposizione di cui all’art. 19 CCII prevede che, dichiarata l’in­tenzione del debitore di presentare una domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti o di ammissione al concordato preventivo, il Collegio OCRI procede, su richiesta di questi, ad attestare la veridicità dei dati aziendali. Si tratta di norma che intende agevolare, nell’àmbito del procedimento innanzi all’Organismo di composizione e risoluzione della crisi, il percorso per giungere all’accesso agli strumenti negoziali oggetto di omologazione. La finalità risiede nel rendere più efficiente, dal punto di vista temporale, e più accentuata una qualche forma di terzietà nell’accertamento della veridicità dei dati aziendali, fase che, come noto, è normalmente attribuita a professionisti scelti dallo stesso debitore [17]. Quanto innanzi esposto riguarda procedure di composizione [continua ..]

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4. Le iniziative da assumere su sollecitazione del Collegio (art. 18, 4° comma, CCII)

Ulteriore riferimento va svolto in relazione alle iniziative che il debitore può prospettare al Collegio nella fase preliminare, in genere contemporanea alla sua audizione innanzi ad esso. L’art. 18, 4° comma, CCII, infatti, prevede che «quando il collegio rileva l’esistenza della crisi, individua con il debitore le possibili misure per porvi rimedio o fissa il termine entro il quale il debitore deve riferire sulla loro attuazione» [18], e le iniziative «adeguate» possono riguardare, non solo l’eventuale composizione assistita della crisi, come emerge dal successivo 6° comma della previsione normativa, ma pure l’accesso agli ulteriori strumenti negoziali stragiudiziali assistiti da omologazione; in tal senso, il debitore potrà decidere di “anticipare” gli effetti della crisi [19]. Orbene, l’imprenditore può rappresentare all’OCRI le iniziative assunte o che intenzione di [continua ..]

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NOTE

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